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Ma l’audio delle mascherine?
perchè adesso non si sente più niente?

Quelli che sono usciti l’hanno già sperimentato. Gruppetto di amici sulla cinquanta-sessantina che avevano voglia di vedersi. Ritrovo in piazza, distanza di sicurezza, mascherina regolare e via. Prima il problema di riconoscersi, “ah sei te?”, ah sei te?”, perché la mascherina l’han sempre portata i ladri, e anche Zorro, per non farsi riconoscere e quindi il problema c’è. “Sei Giorgio?”, “Sei Adriano?”. Ci si tocca mestamente coi gomiti (è il nuovo saluto, detto saluto “di spigolo”). Poi il dialogo. La chiacchiera. Premessa: sui cinquanta sessanta si comincia a sentire un po’ meno (a volte molto meno). E quindi il grido “Ehhh? Cosaaa?” è già una costante da tempo, specie nelle cene e nei ritrovi. Adesso la nuova situazione ha fatto precipitare le cose. Uno parla (molta gente parla già a un volume bassissimo) e gli altri, abituati ad aiutarsi anche col labiale, sono perduti. Non si vedono le labbra, si sente un suono indistinto per cui si chiede: “Eeeh?”, o “Cos’hai detto?”. L’altro di solito ripete, naturalmente allo stesso volume. “”Non si sente un cazzo”, sbraita un altro degli amici. “Vuoi parlare più forte per favore?”. Alla terza volta non si chiede più di ripetere e non si è capito una mazza di quello che ha appena detto. Allora si annuisce. L’altro continua e tu non sai neanche qual è il tema del discorso. “Ah certo, che è così”, si butta là, guardando nel vuoto. Cominciano altri discorsi, stessa storia. Le cose dette vanno verso un binario morto, in un vicolo cieco, sparate nel nulla, discorsi senza senso, monchi, iniziati e non finiti. E’ l’effetto mascherine. Che le vedi pompare, come dei mantici perché intanto chi parla affanna. Insomma,  una specie di acquario. Aggiungeteci, alla mancanza di audio, anche quella della vista, perché chi ha gli occhiali, per esempio, per effetto della mascherina e del vapore che filtra dal suo bofonchiare, si appannano. E lì scattano incazzature, con il soggetto che si toglie gli occhiali e afferra con la punta delle dita la mascherina, per allontanarla dal naso. Solo lì senti quel che dice, ma sono poche parole, rabbiose di solito. Poi di nuovo il nulla. Si torna nell’acquario. Gente col becco, che gesticola senza senso. Testoni che scuotono. Sono gli animali preistorici del coronavirus. Dinosauri sorpassati. Ci hanno riprovato col branco. Ma il branco è fuori legge. Forse chissà, si potrebbe provare con microfoni esterni…    

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