Ma quanti sono i “migliori cappuccini di Bologna”?

“Hai presente quel bar, quello all’angolo con la farmacia, quello con l’insegna bianca? Ecco, li c’e` il miglior cappuccino di Bologna”. E` una delle tante rivelazioni che vengono date e che vengono prese per sentenze, per poi essere riusate ed espanse a macchia d’olio. Il miglior cappuccino di Bologna. Questo vale per il miglior caffe`, la miglior pizza, il miglior aperitivo eccetera.

In questo caso si chiama appunto: “La ricerca del cappuccino migliore”. Sembra che si sia scatenata una battaglia fra tutti i baristi della citta` per fare il cappuccio più buono, se e` vero che anche nel bar piu` sperduto della Bolognina se ordini un cappuccio ti arriva una tazza ridondante di schiuma bianca con sfumature beige e marron, venature di cardamomo, con sopra disegnato un’opera d’arte dal tratto color di caffe`. A volte e` una faccina sorridente (negli ultini tempi sembra che non si possa vivere senza faccine), a volte una bocca, a volte una stilizzazione delle Due Torri, a volte, se il cliente e` un uomo, due tette o, in caso di maggior confidenza, un culo (per non addentrarci nel peggio perche` con gestori di bar particolarmente cretinoni e simpaticoni sono ricomparsi anche i vecchi “paduli” e cioe` quelle stilizzazioni delle parti intime maschili, gia` viste in passato disegnate sui muri, intarsiate sui banchi di scuola, scolpite nei bagni dei locali). Quelli che dicono che nel tal posto c’e` il miglior cappuccino di Bologna ci credono, ne sono fermamente convinti, te lo dicono con un tono secco, autoritario, che non ammette repliche. Come se avessero testato tutti i 1500 bar di Bologna, quindi bevuto 1500 cappuccini (il che vuol dire poi esserci precipitati in bagno un tot di volte). Il miglior cappuccino di Bologna ha poi la caratteristica che si sposta. Una volta è in via D’Azeglio, una volta in via Rizzoli, una volta in san Felice, una volta in Strada Maggiore. Quindi ogni volta è in un bar diverso. E’ sempre un cappuccino, ma di volta in volta è il più buono. Il criterio è misteriosissimo, comunque è così. Può succedere che ci siano anche contemporaneamente nove o dieci cappuccini più buoni di Bologna e il fenomeno corrisponde a quello delle vere pizze napoletane che sono un numero smisurato, con le pizzerie fluttuanti e intercambiabili, più o meno come i bar dei cappuccini. Comunque il cappuccino migliore di Bologna è quasi sempre nella zona del centro e non si capisce bene il perché. Difficile che uno dica: “Se vai in San Donato, oltre la Coop, ancora avanti, c’è una strada a destra, arrivi in fondo e dietro a una fabbrica, di fianco a un carrozzaio, c’è un piccolo barettino che si chiama ”Bar Loris”, ecco lì c’è il miglior cappuccio di Bologna”. E aggiungono spesso: “E lascialo dire a uno che non capisce niente”. Ma nel caso fosse, tu vai, impazzisci col navigatore, poi localizzi il Bar Loris dove dentro c’è il solito cinese con la esse bolognese, e lì, dopo aver bevuto il cappuccino, ti rendi conto di averlo lasciato dire appunto a uno che non capisce niente. In ogni caso il cappuccino ultimamente, con la storia che gli puoi scrivere sopra, è diventato una specie di social network. Il barista comunica i suoi stato d’animo su “Cappucceisbuk”. Fa capire se è triste, se è di buon umore, come si è alzato, se ne vuole dalla cliente che è al bancone in quel momento, addirittura può inviare emoticon, o dichiarazioni d’amore o messaggi subliminali scrivendo sulla schiuma. Notevole è sempre la risatina di chi, uomini o donne, non c’è differenza, si vede arrivare sul banco il cappuccio con la scritta o il disegnino. Se la risatina si spegne subito finisce lì, chi si è visto si è visto. Se la risatina continua e partono i flap flap degli occhioni, beh, allora quello diventa immediatamente: il miglior cappuccino di Bologna.

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