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Ma quanti sono i modi
per chiedere il conto?

Il momento del conto al ristorante è sempre un momento importante. Se non altro di lieve tensione perchè non sai mai di preciso quanto faccia la famosa “addizione”. C’è tutta una casistica sul modo con cui la gente chiede il conto. Intanto premettiamo che è sempre la moglie che decide quando è il momento di chiederlo. Di solito tocca due o tre volte la gamba del marito sotto il tavolo e gli bisbiglia: “Chiedi il conto”. Lui puntualmente esegue, da bravo soldato semplice del quotidiano. Vediamo i modi nello specifico.

1- Col labiale. Si guarda il cameriere che è cinque o sei metri lontano, si sbarrano gli occhi e si pronuncia, senza emettere suoni, la parola “il conto”, aprendo molto la bocca per fare vedere il labiale. E subito di seguito si annuisce. Una specie di mestieri muti. Una tacita intesa fra cliente e ristoratore.

2- Col gesto del firmare. Si fa un gesto, rivolto al cameriere o al proprietario, scuotendo la mano velocemente, in modo anche po’ svolazzante, come se reggesse una biro. Sempre sbarrando gli occhi con espressione grulla e catatonica. E’ la richiesta di scrivere il conto. I camerieri ormai conoscono questi linguaggi dei gesti e annuiscono. Il problema è se il cameriere è un extracomunitario che, in questi casi descritti, si avvicina al cliente stringendo gli occhi per vedere meglio, perchè non ha capito una sega.

3- A sussurro. Questo avviene quando il cameriere si trova vicino al tavolo. Ci si alza leggermente e gli si va quasi all’orecchio sussurrando: “Ci fa il conto?”. Ammiccando e usando un filino impercettibile di voce. Il cliente cerca sempre un’intesa con il ristoratore, una sorta di complicità, perchè spera in uno sconto. Una cosa da carbonari. Un segreto tra voi e il cameriere.

4- Tramite bambino. Si manda il bimbo o la bimba: “Vai da quel signore a chiedere se ci porta per favore il conto”. E il bimbo, che sta correndo per tutto il locale da due ore ed è sudatissimo, non vede l’ora di essere impegnato in quella commissione. Poi torna al tavolo e a quel punto si addormenta di sasso sulla tovaglia. Quello della richiesta del conto è l’ultimo gesto dei bimbi prima del crollo.

5- Le frasi sibilline. Ci si rivolge al cameriere e si dice. “Le dolenti note per favore”. Sempre ammiccando con la faccia da cabarretisti. Oppure: “Faccia bene eh!”. O anche facendo gli sborroni: “L’addizion si vu plè”, o “Ze caunt plìs”. Insomma giratela come volete. Ma il conto è da pagare. Fate mo voi.

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