Ma se le cose le fanno “loro”, “loro” chi sono?

“La fanno loro”. “Sì sì, i dolci li fanno loro”. “Le tagliatelle le fanno loro”. “Il pane lo fanno loro”. Ma loro chi scusate? Chi sono loro? Perchè ogni volta che si va in un posto nuovo, con qualcuno che ti porta per la prima volta e quindi è tutto fiero di mostrarti la novità sperando che ti piaccia, quel qualcuno, all’arrivo di qualsiasi cibo, cerca sempre di gasarti e di disporti favorevolmente con la frase: “Lo fanno loro”? Intanto io non li conosco “loro”, perché è la prima volta che vengo e quindi non so poi mica se sia un bene o un male il fatto che “lo facciano loro”. A volte arriva uno spaurito cameriere e quella è l’unica persona che vedi in quel ristorante, per cui non sai nemmeno chi sono i proprietari e che faccia abbiano. Ragion per cui perche` dovrei essere rassicurato dalla notizia che le tagliatelle o i dolci li fanno loro? In base a quale criterio? Loro chi sono? Dove abitano? Intanto quanti sono? Anche perchè di solito si usa il plurale. Non è mai un singolo. Cioè le tagliatelle le fa lui o le fa lei. Ma sempre “loro”, a farti immaginare un’equipe di persone, forse una famiglia, un nucleo di persone che chissà se vanno d’accordo o se litigano dalla mattina alla sera (e magari hanno l’abitudine di intercalare le litigate sputando). Non si sa. Perchè questi misteri? Ti dovresti fidare a quel punto dell’amico che ti ha portato e che ti dice quella formula magica. Cioè lui li conosce benissimo, sa che è gente a posto e che se le cose le fanno loro è una garanzia. Ma pensandoci bene, garanzia di che cosa poi? D’accordo “lo fanno loro”. Ma se lo fa un altro, da un altra parte, e alla fine è piu` buono? Tanto tu non conosci nè loro nè gli altri per cui è abbastanza uguale. Invece la cosa viene sbandierata come una medaglia al valore, come un motivo di grande qualità e professionalità. “Guarda, si mangia benissimo e poi…tutta la pasta la fanno loro”. Si scopre pian piano che i famosi “loro” fanno tutto: gli antipasti, il pane, il vino, la carne, i tovaglioli, i tavoli, le forchette. “Belle ste forchette eh? Pensa che le fanno loro…”. Oppure: “Buona la faraona, saporitissima, poi sai, le fanno loro le faraone”. E ti immagini nel retro, o nel cortile di dietro del ristorante un pool di tecnici che assembla le faraone. “Belli questi tavoli, un bel design, pensa che li fanno loro…”. E quindi i ristoratori sono anche dei mobilieri e nel retro c’è una falegnameria.

A parte gli scherzi e le esagerazioni, nell’epoca della trasparenza e del bisogno che tutto sia limpido e a vista, non si vede perchè uno si debba fidare ad occhi chiusi di quel “lo fanno loro”. Detto con quella faccia compiaciuta ed orgogliosissima. Anche i ristoratori stessi spesso ti dicono: “Li facciamo noi”. “Il pane lo facciamo noi”. I tortelloni le facciamo noi”. “I dolci li facciamo noi” E ti decantano una misteriosa sfoglina o un altrettanto nebuloso pasticcere. Dove sono innanzittutto? Dove lavorano? In casa? Cosa vuol dire in casa? Allora te adesso per piacere mi fai vedere la sfoglina o il pasticcere. Cosa faccio, vengo di là? Facciamo due chiacchiere e poi ti dico. Ah non è di là? E’ in un laboratorio? Ma dove? E se è in una cantina umida di via del Pratello piena di topi? E se la sfoglina è una che ama i gatti e in casa ne ha venticinque e fa le tagliatelle lì? Il discorso si farebbe lungo. Meglio fidarsi, sperare in Dio e via. Che poi sarebbe anche bello arrivare a mangiare in un posto dove il ristoratore ti dice: “Guardi, le nostre paste sono tutte buonissime, ma non le facciamo noi, perche` a fare le paste facciamo abbastanza cagare. Le facciamo fare da due tizi, nella zona del Trebbo, che sono due ex ergastolani, evasi due anni fa, che vivono da clandestini e fanno delle tagliatelle favolose”. Dite la verità? Le ordinereste? Beh, noi sì. Sulla fiducia. Perchè se poi “loro” ti vengono a cercare…

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