Ma se non hai il Durc, dove vuoi mai andare?


Eccoli i poveri, spaventati e smarriti soldatini che vagano da un ufficio all’altro. Sbandano, deambulano, smadonnano. Perdono giornate intere per fare un documento. Fanno file disumane all’Agenzia delle Entrate di via Marco Polo (per esempio per costituire una società) e provano a chiedere che documenti ci vogliono. Niente, non lo dicono così al volo. Troppo facile. Bisogna fare la fila per chiedere. Mezzora, se va bene. Chi ha già i documenti invece si presenta bello pimpante e sicuro sia già fatta. Poi gli chiedono le marche da bollo da non so cosa e lui domanda se c’è un tabaccaio lì vicino. Non c’è. Devi andare a Modena a fare la marca da bollo, o a Bus de Cul, località ignota. I poveri, spaventati soldatini cadono sul campo. Il Grande Ufficio Centrale Complicatori (non si sa dov’è la sede) ha raggiunto lo scopo. La complicazione è totale. Una volta si chiamava qualcuno per fare una cosa, un lavoro, e alla fine lo si pagava. Finito. Poi si è passati attraverso la grande diga della “privacy”. Oggi la praivasi l’è roba da reddar. Nostalgia di quelle 300 firme su 300 fogli che poi chissà dove andavano e a chi fregavano qualcosa. “La sicurezza”. Adesso si parla solo di sicurezza. “Ma te ti senti sicuro con tutta sta praivasi?”, chiedeva un pensionato della piazza a un suo amico. “Mo me nooo! Si vòlen i sàn incòssa” (se vogliono sanno tutto). Adesso sbandiamo deambuliamo e smadonniamo senza sapere l’inglese, nonni, nonne, mamme, babbi. E tutti i termini. per “semplificare”, sono in inglese. Ma perchèèèèè? Perchè se devo rispondere con una mail a un tale questo mi dice: “Sto aspettando il tuo feedback”. Ma perchèèè? In America o in Inghilterra non dicono: “I’m waiting for a your riscontro”? Perchè? Non è uguale? No. Perchè noi dobiamo dire “Sto aspettando il tuo feedback”? Dateci una risposta, per favore. Comunque la praivasi è superata. Roba da dilettanti (in fondo sono solo 200 fogli da firmare). Adesso va di moda la “trasparenza”. Se uno non è trasparente non si fa niente. E se ha i soldi sotto il materasso è trasparente? Va là che se il materasso non è trasparente hai un bel da cercare. Adesso c’è l’”antiriciclaggio”. E anche il nonno della piazza non può più riciclare niente, neanche le mutande. Poi, attenzione allo ”split payement”. “E cuss’èl?”, chiede il povero omarello della Bolognina allo sportello. Quando dopo un’ora gli dicono che vuol dire “pagamento tagliato”, risponde che lui aveva sentito dire solo della Banana Split negli anni settanta. Poi c’è il “reverse charge”. “Còussa?”. Vuol dire inversione contabile. Allora, siccome è già difficile “inversione contabile”, non si poteva avere pietà e usarlo in italiano? Per spiegare un’inversione contabile ci vuole un anno di studi. E poi forse. I Grandi Complicatori trionfano. Adesso l’ufficio imposte si chiama ADE. E quando si entra nell’ADE si entra nel regno degli inferi e mai sigla fu più adatta. Nessuno torna da lì. O torna che a casa stanno già sparecchiando e stanno andando via perchè si son rotti i marroni. Qualcuno pare abbia anche cercato a lungo e invano, negli uffici dell ‘ADE, l’anima di una certa Adelaide, scomparsa trentanni fa. Per chiudere rassegnamoci una buona volta: qui ci vuole il DURC. Per qualsiasi cosa. “Me an so brisa cus’l’è al Durc”. “Ma come, non lo sapete? E’ il documento di regolarità contributiva no? Lei ce l’ha il Durc?”. “No”. “E allora smammare, torni nell’ADE”. Senza Durc, ormai è chiaro, non si va da nessuna parte, anche senza sapere cos’è. “E allora sapete cosa bisognerebbe fare?” chiedeva un signore distinto in un capannello di discussione. Pausa di sospensione degli altri. “Mandarli a fare uno squasso di una cosa che so io”. In italiano però.

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