“Ma tanto loro lo sanno chi sono”. Sì, ma allora?

“No no, va la` che loro lo sanno chi sono”. Questa e` la formula magica che chiude qualsiasi discussione che ha per tema la lamentela su qualcosa che non funziona e che va contro alla legge. Si parla di degrado, di graffiti, di spaccio di droghe, di pipi` per strada, di “ruschi” abbandonati, di scippi, di vandalismi, di bidoni incendiati, di gomme forate. “Va la` che loro lo sanno chi sono”. E l’altro dice: “Eccome! Lo sanno benissimo”. Da quella frase li` in avanti non ci si lamenta piu`, si scuote la testa e via. Quasi tranquillizzati. Siccome “loro” lo sanno chi sono noi automaticamente siamo a posto. Ma il mistero e`, se uno ci pensa bene, chi sono “loro”. Loro chi? Chi e` che sa tutto e non dice niente? Ci si immagina una forza soprannaturale, un’entita` biblica, religiosa, come il padre eterno che vede tutto e che poi quando, ci sara` il giorno del giudizio, ci chiedera` di dare spiegazioni. Funziona cosi` anche per i graffiti per esempio? Siccome “loro” sanno chi sono vuol dire che nel giorno dell’Apocalisse, quelli che inspiegabilmente disegnano su ogni centimetro quadro di Bologna delle cose incomprensibili e di una bruttura sconfinata, saranno sgridati e rimbrottati (per carita`, non si chiedono sanzioni o pene severe, mai guai, dopo scatta un caso mondiale che va avanti otto anni)? Ma un momento. Se quello in cui avviene il riconoscimento e` il giorno dell’Apocalisse non e` un filino troppo tardi? Pensano di fargli pulire i muri o di fargli pagare un prezzo per la malefatta proprio quel giorno li`, che dopo, visto che e` l’Apocalisse, anche se i muri sono un po` imbrattati, chi se ne frega? Ce la faranno poi in un giorno a smaltire tutto? Siccome il giorno dopo non c’e` piu` nessuno non sarebbe meglio un po` prima? Il discorso vale anche per le droghe, le droghine e le droghelle varie di cui e` felicemente impestata la citta’. Sanno chi sono. Bene. E allora? E’ molto bello “sapere” chi e` che si cimenta con queste imprese. Forse l’obiettivo alla fine e` quello, ma la soddisfazione per il risultato sfugge. Ci si interroga a lungo sul meccanismo e su quale sia il misterioso piano. Per quanto tempo uno che ruba o massacra i muri deve essere conosciuto prima che ci sia qualcosa che lo faccia smettere? Tre mesi? Un annetto? Perche` uno che passa col rosso viene riconosciuto subito e becca un centello di multa? Perche` uno si sbaglia di cinquanta euro a fare la denuncia dei redditti, viene beccato subito e prende cinque anni con la condizionale? Non basterebbe solo sapere chi e` accidenti? C’e` bisogno invece di fare tutto quel casino? In un negozio l’altra mattina. “Siamo arrivati a un punto che ti offrono la droga dappertutto, al supermercato, davanti alle scuole, in pieno centro”. E l’altra. “Signora, cosa vuole, loro lo sanno chi sono, li conoscono tutti, uno a uno”. Le due signore allora continuano a fare la spesa rassicurate. Si sentono al sicuro. Ci si rincuora a vicenda. E` meno peggio insomma se i lestofanti si conoscono. Un dubbio. Forse non vale piu`. Forse il gioco finisce li`. Li hanno visti. “Tana Ciro dietro alle casse di frutta!”. Come a nascondino. Ciro e` stato “tanato”. Ha perso. Forse funziona proprio cosi`. I famosi “loro” girano per strada, poi a un certo punto incontrano uno e gli fanno: “Io ti conosco, io lo so chi sei”. E li` la mano finisce. Quello riconosciuto allora dice: “Adesso tocca a te star sotto”. E comincia un nuovo giro del gioco. Bello no? Soccia pero`…ma non possiamo giocare anche noi?

 

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