Ma tutte quelle maglie di cashmere da dove saltano fuori?

Una volta erano i ragazzini. Si mettevano lì e vendevano i giornalini usati o qualche giocattolo e facevano il mercatino di Natale. Era una cosa così per fare due spiccioli. Adesso attenzione perchè il fenomeno è molto più serio. Esempio. Dal parrucchiere le due donne sedute una a fianco all’altra. “Cosa fai sabato prossimo al pomeriggio? Tienti libera. La Giusy fa un mercatino a casa sua, ha delle maglie di cashmire a prezzi stracciati”. Si aprono le case, solitamente di un certo tipo, in palazzi del centro dagli androni e dagli scaloni importanti, e scattano i “mercatini di Natale”. Un po’ più difficile che il mercatino avvenga in un appartamento della Bolognina, comunque fa niente.

In questi sabati pomeriggio si vendono cose impensabili: la culotte della nonna, fuori moda ma comunque degli anni 30, guanti già adattati ad altre mani ma morbidissimi (“li ho messi una volta sola”), scarpe stile tango argentino (“non le ho mai messe perché mi facevano male”), pennelli da barba con ciotolina per la schiuma che erano del nonno, porcellane di Capodimonte forse ancora preziose ma abbastanza orrende da sempre, camice da notte di mamme ancora nuove (di certe mamme perché la mia quando andava a letto si vestiva come lo Yeti), gioielli già vintage (pansa mo’), borse firmate con firme che non si sentono più e soprattutto maglie di cashmere. Ecco, in questi mercatini spuntano quasi sempre delle maglie di cashmere. Sorgono dei quesiti. Ma perché? Da dove vengono quelle maglie? Perché la tal signora ne ha tante? Enormi partite di cashmere in vendita, perché? Un assalto a un corriere sulla Salerno-Reggio Calabria? O residui di magazzino di un amante dai loschi traffici che adesso è ai domiciliari (peraltro sempre con addosso dei cardigan morbidissimi).

C’è da sottolineare intanto che il mercatino di Natale in questione è valido solo se c’è anche il the con due pasticcini. Senza il the non è regolamentare e può venire annullato prima di cominciare. O rinviato. Come si rinvia una partita di calcio per neve, lì si rinvia per assenza di the. I motivi del mercatino sono quasi sempre il fatto che la signora in questione vuole sbarazzarsi di un po’ di roba perché in casa non ci sta più niente. E allora si dovrebbe usare il termine “bazza” che però è poco fine nel contesto. Si può usare quel termine quando si viene via e infatti sono state sentite signore eleganti uscire da un portone e dire chiaramente all’amica, anche se un po’ sottovoce: “Soccia che bazza! Meeeerda…un cashmere a 40 euro!”. E l’altra: “Io lo regalo a Tonino che non capisce un c…e pensa che l’abbia pagato 1000 euro così faccio bella figura”. Trattasi questo di un mondo esclusivamente femminile, intendiamoci, anche perché ve li vedete degli uomini che fanno i mercatini di Natale vendendo un vecchio libro sul Bologna o delle canne da pesca? C’è poi qualche signora che esce da quelle case con capi di stilisti giapponesi che andavano alla fine degli anni 80, tipo dei cappotti romboidali o esagonali, convinte di aver acquistato un gioiello. Poi a casa, quando se lo riguardano allo specchio,  vengono colte dal dubbio e chiedono al marito: “Com’è Paolo?”. E lui, non sapendo il dramma che c’è dietro fa: “Fa vomitare gli struzzi!”. Lei non ride.

One Response to Ma tutte quelle maglie di cashmere da dove saltano fuori?

  1. Simone Nocentini Rispondi

    19 giugno 2015 at 20:10

    Tantissime maglie di cashmere a prezzi stracciati provengono dal RIGENERATO, sono maglie di seconda mano, selezionate e ricondizionate, risultato COME NUOVE
    SALUTI
    Simone

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