Tutti alla fine abbiamo la nuvola di Fantozzi

Se ci fate caso, esiste una variabile metereologica che sfugge a qualsiasi previsione del tempo, un effetto atmosferico assolutamente incontrollabile, di fronte al quale nessun esperto e` in grado di poter commentare, prevedere, esaminare. E` una variabile dalle inspiegabili manifestazioni riservata soprattutto a chi lavora in ufficio e che quindi attende con ansia il momento del weekend, il famoso “stacco. E` quel fenomeno che e` comunemente conosciuto come la “Nuvola di Fantozzi”. Non esiste impiegato, di qualsiasi ufficio, che non torni dal fine settimana senza essere stato perseguitato da quell’entita` mostruosa, beffarda e cinica, che miete vittime da piu` di trentanni. Si sente dire: “Oh, sono stato al mare due giorni e per due giorni e` piovuto, era bello dappertutto fuorche` li, la famosa nuvola di Fantozzi…” . Oppure: “Ogni volta che ho un giorno libero e vado al mare piove…si vede che mi segue”. O ancora: “Soccia che sfiga, era bello fino a un’ora prima, siamo partiti e quando siamo stati a Imola ha cominciato a piovere. E ci ha seguito fino al mare. Proprio la classica nuvola di Fantozzi…”. Insomma la nuvola di Fantozzi e` in grado quindi di formarsi all’improvviso, scegliere la vittima, seguirla e scaricare sulla suddetta catinelle d’acqua. Attenzione, si tratta evidentemente di una nuvola di piccole dimensioni, anche solo di tre o quattro metri quadrati, in grado di piovere su una sola famiglia, su un solo gruppo, o anche, al limite, su una sola coppia. E il lunedi` in ufficio non si sente che parlare di lei. Fu inventata dal genio di Paolo Villaggio, che negli anni 70 creo` il famoso personaggio perseguitato dalla sfortuna e che aveva una nuvola che lo seguiva per rovinargli qualsiasi weekend. Sembrava un prodotto della straordinaria fantasia di Paolo ma invece non era cosi`. La nuvola esiste. Nessun metereologo e nessuna previsione del tempo l’ha mai citata perche` tutti ne sono terrorizzati. E poi sfugge a qualsiasi rilevamento atmosferico. La nuvola di Fantozzi si forma per un processo naturale: piu` uno anela al weekend, aspetta con ansia il momento di partire, prepara tutto per un grande fine settimana, piu` l’energia emanata da queste aspettative forma il condensarsi della nuvola, che entra in scena appena l’individuo si muove. E` una propagazione della sfiga, un concentrato della iazza, un raffinato produttore di madonne (che sono gli intercalari con cui abitualmente si commenta il fenomeno). Il terminale inesorabile del “capitano tutte a me”, un concetto applicatissimo nel mondo impiegatizio e non solo. Il povero impiegato vessato dal capufficio, dallo stress quotidiano, viene colpito, per suggellarne la persecuzione dell’universo, anche dal tempo. Di cui, cosi`, si puo` parlare in ufficio, o entrando in un negozio, o al telefono con gli amici, o in qualsiasi riunione. La nuvola di Fantozzi e` fatta anche per questo, per creare un argomento, per evitare mutismi da cocker triste. Esempio. In bottega dalla fruttivendola il lunedi` mattina: “Guaaardi signora, siamo andati a Gabicce, avevano dato bello, e` piovuto tutto il tempo. Si figuri che a Cattolica, cioe` a tre metri, c’era il sole…io non lo so…proprio la nuvola di Fantozzi”. Attenzione che la nuvola di Fantozzi non e` una. Se ne formano decine e decine. E se sorvolate l’autostrada di sabato, spesso potete vedere tante macchinine che viaggiano verso il mare con la loro bella nuvoletta sopra. E intorno il sole. Col lontano fruscio del suono “dumaron”, pronunciato da tutti, sullo sfondo. A volte le nuvole si spostano e seguono le famiglie anche per periodi piu` lunghi, in vacanza. Perche` in fondo si affezionano. Poi amano essere continuamente citate. E Paolo Villaggio? E’ la` che ride.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *