Mandami due righe su quello che ci siamo detti…Anzi, un report

Mandami due righe. Niente da fare, adesso siamo nell’era delle due righe. Tutto il mondo ormai si condensa lì, sulle due righe. Tu parli con qualcuno, gli chiedi una cosa, gliela spieghi, lui ti risponde, insomma avete dialogato come si fa da mille anni, ma alla fine, ed è questa la grande novità, l’altro (o tu stesso), dopo che l’argomaneto è stato abbondantemente sviscerato: dice: “Va bene, mandami due righe”. Ma come due righe? Ma perché vuoi due righe che abbiao già detto tutto? Parallelamente è esplosa la mania delle mail. “Mandami una mail, ti mando una mail, aspetto la tua mail…eccetera”. La cosa assume picchi di irresistibile comicità.  Esempio: “Ho intenzione di comprare la tua casa, diamoci un appuntamento così vengo a vederla, va bene?”. Risposta: “Va bene. Mandami una mail”. E fin qui ci potrebbe anche al limite stare. Ma può essere anche così: “Allora bene, domenica ci vediamo, possiamo passare a prendere i nostri amici, poi carichiamo voi, e andiamo via insieme”. “Okay, mandami una mail”. Ma che cacchio vuoi che ti mandi una mail che ti ho già detto tutto? E invece no. Adesso siccome c’è l’improvvisa moda della “trasparenza”, della “tracciabilità” e di altre menate del genere, bisogna che sia tutto certificato, tutto scritto. Non si può nemmeno più fare un rutto. Bisogna mandare una mail che lo si sta per fare. Poi l’altro ti manderà…attenzione a quest’altra parola terrificante che viene usata…un “report”. Ma perchèèèè? Perché un report (nel senso di un riassunto, allora non si poteva dire riassunto, porco cane?) di quello che è stato detto? Perché? Ma “Report” non è anche il programma della Gabanelli? E allora! Se due si incontrano per strada e chiacchierano, uno dei due, dopo, deve mandare all’altro un “report”, dove scrive tutto quello che è stato detto. La situazione, di questo passo, si sta facendo tragica, quasi drammatica e non può che peggiorare, anche perché a rendersene conto sono solo i vecchi saggi bolognesi, gente che ha vissuto e vive senza tante pippe, che quando sentono dire “mandami due righe” ti mandano, a loro volta, a fare delle pugnette. Provate a chiedere a qualcuno che viveva ai tempi in cui “I Grandi Complicatori” non avevano ancora preso in mano le sorti del mondo, cosa vuol dire “trasparenza”. La risposta sarà: “La camicia da notte di mia moglie era trasparente, ma una volta, adesso più”. O cosa vuol dire “tracciabilità” (“Io ho pestato l’altro giorno una cacca di cane e ho lasciato delle tracce, vuol dir così?”). Senza le due righe, senza il report, senza la mail, senza il feedback non si vive, non si sta bene, forse ci si ammala. “Ho preso l’influenza, ho la febbre alta, forse perché non ho preso due feedback prima dei pasti, o stamattina in bagno il mio intestino non ha mandato nessun report”. Per assurdo chiaro, ma non andiamo molto lontani dalla verità. La gente si manda le due righe come se piovesse, il mondo è pieno di due righe che sommate fra di loro formano un numero incredibile di righe, che da qualche parte verranno pure conservate. C’è un contenitore? Il Comune ha pensato a costruire una “collina dei rifiuti 2” per metterci tutte le righe? Potrebbe essere uno dei punti della campagna elettorale di Merola (tanto, delirio per delirio…). Per strada comunque è così. “Ciao!”, e l’altro: “Ciao”. “Mandami però due righe che mi hai detto ciao”. “Okay”. Nel pomeriggio al primo che ha detto ciao arriva una mail con scritto:” Ecco il mio report di stamattina. Ti ho detto Ciao”. Risposta: “Ecco il mio feedback. Ricevuto il tuo report. Tutto a posto”. Siamo diventati così. Rassegnamoci pure.

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