Nei bagni si resta al buio
La Protezione Civile ci aiuti

Domanda: può la Protezione Civile, invece di mandare dei messaggi terroristici che pioverà come mai al mondo nel weekend (e poi non succede una minchia), che bisogna stare attenti all’ondata di caldo che non registra dall’impero romano, che ci sarà un’afa che moriremo tutti, che siccome è nuvolo bisogna chiudersi in casa con le scorte per mesi, può, dicevo, la Protezione Civile istituire un servizio per accompagnare la gente nei bagni dei locali pubblici? I nuovi bagni hanno marchingegni per cui, tac, si accende la luce appena entri e se non fai presto ad espletare le tue funzioni, tac, secondo un beffardo disegno di chi ha messo il timer, la luce si spegne lasciandoti al buio. Il buio può creare panico. la gente la buio può fare di tutto. C’è chi si è inzuccato in uno spigolo, chi è finito a tentoni nel magazzino delle scope, chi è uscito dal bagno disperato con le braghe in mano in condizioni pietose. E’ chiaro. Ci vuole uno che ti accompagni e ti aiuti a vincere il panico. Dai bagni c’è gente che non è più tornata. O che nel buio ha improvvisato nevrotici balletti per riattivare la cellula fotoelettrica. Sono cose che fanno male alla salute. La Protezione Civile intervenga subito. E pubblichi subito un decalogo per il comportamento da tenere nei bagni in caso di assenza di luce. Vedrete che fra i consigli ci sarà sicuramente anche quello di bere molto. Di solito c’è sempre. E naturalmente di prestare attenzione ad anziani e bambini.

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