Nei televisori in pizzeria c’è sempre il Napoli

Perchè? Perchè quando si entra in pizzeria c’e` sempre un televisore acceso? E perchè davanti a quel televisore ci sono il pizzaiolo e i camerieri che guardano sempre una partita del Napoli? Perché  in pizzeria nessuno mangia la pizza guardandola ma, siccome c`è il televisore acceso, tutti guardano lo schermo? Il fenomeno è molto diffuso nelle pizzerie di Bologna. Innanzitutto per la presenza di un televisore che è sempre alto, cioè piazzato a due metri, due metri e mezzo di altezza, cosicchè quelli che lo guardano devono tenere il mento in posizione innaturale. Negli altri ristoranti o trattorie è difficile che ci sia un televisore. In pizzeria è fisso. E mai ad altezza normale. Sempre incassata con delle staffe al muro, abbarbicata come un geco, o su un trabatello costruito per l’occasione, tipo seggiolone da arbitro di tennis. Si sa che uno schermo con qualcosa che si muove è  ipnotico, ecco perchè nessuno resiste e si assiste a scene di questo tipo: c’è un tavolo con quattro persone, mamma, babbo e due figli che stanno mangiando la pizza, uno dei quattro dice qualcosa relativo alla giornata, alla scuola, alla nonna o a qualsiasi cosa, gli altri rispondono mangiando e guardando contemporaneamente tutti e quattro verso lo schermo. Ogni tanto il babbo fa: “Nooooo…incredibile!”, con gli altri che chiedono: “Cosa è incredibile”. E lui: “Ha sbagliato un gol fatto, cavolo!”. E la discussione piega da un’altra parte. A volte se non c’e` la partita magari c’e` un film. Il babbo chiede alla mamma: “Hai poi pagato la tassa dei rifiuti che c’era il bollettino sul tavolo?” e la mamma risponde, guardando verso la tv: “Va la` che quella li` del commissario e` tutta una manovra…”. Riferita a un telefilm in onda. Il dialogo si fa subito demenziale e l’incomunicabilità è totale. Se non c’è un film o una partita scorrono quasi sempre le immagini di un disastro. E dai tavoli è tutto un “soccia…soccia…”. Fra una richiesta e l’altra di peperoncino che inspiegabilmente arriva sempre tramutato in olio in un’ampolla. Di solito comunque c’e` la partita ed è quasi sempre del Napoli per cui viene da pensare che il Napoli giochi tutti i giorni. O che faccia tre tornei, uno quello di serie A, uno l’Europa League e uno per i pizzaioli. Se l’orario non è di punta sono tutti a testa in su a vedere la partita. Uno ha gli occhi chiusi e dorme ma la testa è inclinata allo stesso modo. Una volta in una pizzeria uno dei camerieri è rimasto cosi. L’hanno scrollato. Era morto. Per un gol sbagliato da Cavani. Se la partita poi è  molto avvincente i clienti si siedono e non vengono assolutamente considerati. Il gruppo continua a guardare la tv e i clienti finiscono i grissini poi se ne vanno. Passando accanto all’immancabile acquario dove stazionano sul fondo un paio di aragoste o astici di solito immobili e con la testa rivolta verso l’alto e solo le chele che si muovono appena. Stanno applaudendo un salvataggio sulla linea di Cannavaro.

17 Responses to Nei televisori in pizzeria c’è sempre il Napoli

  1. Augusto Crespi Rispondi

    22 febbraio 2013 at 12:14

    vattene a mangiare sushi così non rompi le palle

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:39

      Ma scusa. Ma cos’hai capito? Il sushi te lo va a mangiare te. A me Napoli piace, il Napoli pure e i napoletani anche. Oltre che la pizza. Scusami se ti ho rotto le palle, mi dispiace proprio aver urtato la tua sensibilità (che non mi è sembrata per la verità così sopraffina visto come hai interpretato l’articolo). Ma con deferenza mi prostro

  2. nelson Rispondi

    22 febbraio 2013 at 12:18

    a Comà se non ti va di vedere il Napoli in pizzeria te ne puoi sempre andare in Piadineria….non so se lo sapevi…ma hai facoltà di sceltà.

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:36

      No continuo ad andare in pizzeria. E do un occhiata anche al Napoli. La piadineria te la lascio tutta. Preferisco il Napoli e le sue pizzerie. Ma cosa avete capito?

  3. Francesco Rispondi

    22 febbraio 2013 at 12:19

    Problema di grande rilievo…vero! Fai una cosa, cambia pizzeria…magari la prossima volta scrivi qualcosa di piu interessante.

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:35

      Proverò a scrivere qualcosa di più interessante. Mi dispiace. Ma non cambio pizzeria. Mi piace quella. Napoletana. Code di paglia si incendiano clamorosamente (io che ho mezza squadra di Fantacalcio coi giocatori del Napoli e faccio salti pazzeschi quando segna qualcuno)

  4. Pasquale Rispondi

    22 febbraio 2013 at 12:28

    Comaschi caro,Bologna sarà piena di pizzerie “non napoletane”! Vattela a mangiare là una pizza no?
    Cambia pizzeria invece di parlar male(perchè questo hai fatto in questo “articolo”) di Napoli e dei napoletani!
    Per “noi” il Napoli è più di una semplice squadra di calcio e voi altri non potete capirlo.Quindi shut up!

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:33

      Ho parlato male del Napoli e dei napoletani? Non mi sembra proprio. Ripeto che mi sono simpatici e sarei felice che vincesse lo scudo. Ho fatto solo un po’ di ironia su un fatto buffo come faccio nei miei articoli. Forse c’è gente che si offende con niente. Forza Napoli

  5. Alessandro Rispondi

    22 febbraio 2013 at 12:34

    Non è chiaro lo scopo dell’articolo, o meglio, dello sfogo. Se è un attacco al fatto che si guardi la tv mentre si mangia, posso essere d’accordo: che sia a casa o al ristorante, essa limita fortemente la socialità tra i commensali; se è una critica al calcio durante il desinare, sebbene io sia tifoso, sono comunque d’accordo, perché sono due momenti sociali diversi da vivere in modo diversi, e confonderle non fa bene. Ma non capisco il Napoli. Se fosse stato il Lumezzane? O il Bologna? Tutto l’articolo sembra essere, allora, una velata (nemmeno tanto, in realtà) accusa alla presenza di napoletani a Bologna, molto alta come in tutte le città dove serviva manodopera e insegnanti e, ultimamente, anche professionisti quali ingegneri e architetti.
    Siamo, temo, dinanzi ad un argomento trito e ritrito, ora presentato in un’altra salsa (alla capricciosa, per intenderci), spiattellato a destra e a manca con uno sfogo occasionale. Nulla contro gli sfoghi, sia chiaro, ma è sempre triste vedere l’immobilità di questo paese, incapace di andare oltre le solite tiritere, che ci hanno ridotto in questo stato. Lei di certo non è colpevole di nulla (ci mancherebbe!), ma aggiunge un tassello al mosaico di tristezza che è l’Italia.

    O forse ho letto male il tutto, e lei volevo dire meno o altro, e di questo attenderò una sua risposta.

    Alessandro

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:31

      Sì, ha proprio letto male. Magari il Napoli lo cacciasse in quel posto alla Juve e vincesse lo scudetto. Fra l’altro faccio il tifo per diversi giocatori del Napoli avendoli scelti nel Fantacalcio. E la pizza è un’invenzione geniale. Sì, ha proprio letto male

  6. Fabrizio Rispondi

    22 febbraio 2013 at 12:42

    Articolo di una pochezza culturale disarmante, nonchè con schernimenti nei confronti del popolo napoletano che nascondono un neanche troppo velato razzismo.

    Quanto scritto dall’autore può essere smontato con un semplice sinallagma di aristotelica memoria:

    1)sebbene la pizza abbia antichissime origini ebraiche, tutti sanno che è Napoli la patria mondiale di questo alimento;
    2) quindi, si può dedurre che i migliori pizzaioli in giro per l’Italia e per il mondo tendenzialmente siano quelli napoletani;
    3) quindi, molto probabilmente essi tifano la squadra della propria città e quando c’è la partita sintonizzano i televisori sui canali che trasmettono il Napoli;
    4) quindi, non dovrebbe esserci nessuna meraviglia da parte di clienti di una pizzeria napoletana se in tv viene trasmessa la partita del Napoli.
    5) quindi, ancora, quest’articolo non ha motivo di esistere.

    Se io volessi andare a mangiare “polenta e osei”, non mi stupirei certamente se in quel locale trasmettessero la partita del Chievo Verona, dell’Inter, del Milan, della Juve o di qualsiasi altra squadra del nord. Sarebbe NORMALE.

    Anormale è stupirsi di cose così piccole e poco importanti quando il nostro paese va a rotoli: con la stessa lena con la quale vi impegnate nel denigrare i napoletani, fate qualcosa per il vostro paese, che ne trarremmo tutti quanti beneficio.

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:29

      Grazie per la pochezza culturale disarmante. Amo Napoli, i napoletani e il Napoli. Mai stato razzista, lo sono anzi molto di più per certi bolognesi. In più anche le pizze. Ho fato solo dell’ironia su un fatto buffo. Lei ha proprio capito tutto. Ma resto disarmato con la mia pochezza

  7. virgilio Rispondi

    22 febbraio 2013 at 17:19

    Guardare una partita del Napoli è meglio che avere a che fare con un cliente come te…puo essere!!!

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:26

      Boh, a me piacciono le pizzerie napoletane e il Napoli mi è simpaticissimo

  8. Simona Pasquale Rispondi

    22 febbraio 2013 at 18:25

    Noi continueremo a seguire ed a tifare per il Napoli, sempre e comunque e se non le piace può anche non andare in pizzeria, fare a meno della pizza e per favore, faccia anche a meno di rivolgerci la parola.

    Forza Napoli a morte la schifosa ‘ItaGlia Unita’, ma prima di crepare, restuiteci i soldi del Banco di Napoli
    Saluti
    Simona Pasquale da Napoli, Capitale del Regno delle Due Sicilie

    • giorgio.comaschi Rispondi

      22 febbraio 2013 at 23:25

      Non avete mica capito. Facevo ironia solo su un fatto buffo. Il Napoli mi sta simpaticissimo, ha il più grande calciatore straniero che gioca in Italia (Cavani) e stimo Mazzarri come allenatore fra i migliori. E poi vorrei sempre che il Napoli lo cacciasse in quel posto alla Juve. In più mi piace da morire la pizza. Che devo fare?

  9. Bortolo Rispondi

    4 marzo 2013 at 16:56

    Soccia, Giorgio, che manica di suonati che ti scrive! Io trovo il pezzo spiritoso e perfettamente aderente alla realtà. Una volta ” quelli di giù ” avevano tanta ironia. Già, una volta…Scurnacchiati!

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