No scusate, stasera non posso perché c’è il torneo di Burraco

L’impressione è che alla fin dei conti si possa fare a meno di tutto, delle cene, dei viaggi, del cinema, della macchina nuova, della bici, dei weekend al mare, dello shopping, del centro benessere, del Pilates, del cibo bio, pio o zio, ma di una cosa assolutamente no: del burraco. Togli alle persone il burraco oggi, e potrebbero impazzire o cadere in uno stato di catabasi, di coma vigile o di depressione profonda. Non esiste posto a Bologna, cantina, antro, circolo sociale, casa privata, retro di un bar, cortile interno, sala, salone, perfino cofano di una macchina, in cui non si giochi a burraco. Tu puoi convincere qualsiasi persona ad uscire una determinata sera, se ha già un impoegno, offrendole mirabilie o attrazioni pazzesche. Lo disdirrà e verrà. Ma non in un caso, quello in cui ti risponderà, anche se le hai offerto un cena a due con George Clooney (per le donne) o con Angelina Jolie (per gli uomini), “Non posso, ho un burraco”. Il burraco toglie qualsiasi dubbio. Ha un potere di attrazione irresistibile. E se per domani sera è prevista la catastrofe nucleare per cui il pianeta cesserà di esistere, ma c’è in concomitanza un burraco già organizzato, si gioca. Finchè non crollano i muri, ma si gioca.

A burraco giocano tutti, uomini e donne. Le donne spesso si costituiscono in gruppi o associazioni e quindi c’è per esempio il burraco delle Gran Dame dei Cocker di via Rialto, il burraco dell’Associazione “Adotta un frullatore a distanza”, il burraco delle commesse della Coin, il burraco delle Signore in Ghingheri di via Fondazza, il burraco dell’Associazione “Lui non ascolta perché esiste solo lui”, o il burraco delle “Signore incazzate perché lui è andato via con una più giovane” (e queste sono le più agguerrite, con partite che possono finire anche con la morte di qualcuno dei partecipanti”. Gli uomini non fanno associazioni, ma giocano a traino, nel senso che a loro piace giocare okay, ma giocano solo se giocano le mogli e fanno parte di diritto della categoria degli “Adesso sento” e cioè quelli che quando vengono invitati da qualcuno da qualche parte, non sono in grado di prendere una decisione autonoma. A burraco si gioca al mare, in vacanza, alle terme (in questo caso ogni tanto il gioco si interrompe perché qualcuno si assenta), nelle cliniche, a Sharm o in quei posti di villeggiatura da cui le mogli tornano a casa col titolo di campionesse del mondo di burraco. Che dopo non ci si va più alla testa, nemmeno i mariti, che continuano comunque a mantenere lo stato fisso del “non ascoltare”. Al mare il burraco viene giocato anche a 50 gradi, nei tavolini dei bar della spiaggia con dei livelli di concentrazione che una eventuale tromba d’aria che devasta lo stabilimento balneare non viene assolutamente considerata. Una folata di vento che porta via le carte pure. I giocatori continueranno a giocare, senza carte, fino in fondo, fino alla morte. I tornei di burraco ormai sono epici, e il più delle volte anche benefici, nel senso che si paga una quota e il ricavato viene devoluto a fin di bene. Infatti in certi paesi sperduti dell’Africa, ci sono delle tribù che inneggiano al Dio Burraco che da qualche tempo garantisce vitto e alloggio. E alla sera, a Bologna, quando vedete tra mezzanotte e le due, un gruppo di persone misto, di mezza età, che esce da un portone o sta per attraversare una strada, sono giocatori di burraco. Li potete riconoscere dal fatto che mariti e mogli non si parlano più perché: “Te i tre jack non li dovevi calare subito! Sei un cretino, perché non ascolti”.

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