“Non sto nella pelle, stasera c’è il saggio. Vieni?”

Una volta era quasi e solo esclusivamente dei bambini. Il saggio di fine corso. Quella straordinaria cattura pre-estiva, solitamente in giugno, in cui terminano in gloria i corsi di ginnastica, di danza, di nuoto, di teatro, di qualsiasi cosa. Straordinaria cattura perche’ le temperature delle palestre e delle sale adibite a saggio, e’ da sempre simile a quella di Mombasa, ma Mombasa quando è caldo anche per Mombasa. Ebbene, il livello di tensione di quei saggi dei bimbi fa ridere di fronte alla nuova epopea di questi ultimi anni: il saggio degli adulti. Qualsiasi corso venga svolto durante l’anno, di tango, di swing, di aerobica, di pilates, di spinning, di zumba, di zombi, di zampi, di yoga, di yoghi, di caccole, di bronze, fin dove insomma può spaziare l’immaginazione, termina con un saggio che diventa l’evento piu` importante dell’anno. Il saggio e` la catarsi, il compimento, la finale di Champions League di chiunque. Si ingaggiano vecchie nonne o zie, per cucire improbabili costumi, si girano mercatini alla ricerca di elmi, calzari, cappelli da cowboy, boa, si rimandano cene, visite mediche, anche trapianti, per il saggio finale. Poi si invitano gli amici dicendo che non possono assolutamente mancare. Loro non mancano, ma poi si sentono mancare fisicamente perche` i suddetti saggi durano minimo tre ore, all’interno delle quali l’amico o l’amica, si esibira’ tipo dieci secondi, venendo fuori da una quinta e rientrando da un’altra, e poi piu` nulla. Tre ore di sfrantamento di delicatissimi materiali umani in una platea che pian piano si svuota, mano a mano che uno fa la sua cosina, e i famigliari gliela danno su perche` la nonna, che ha cucito il vestito, dorme gia` da un’ora e mezza con la testa all’indietro sulla poltrona di platea, e qualcuno, guardandola, dice sommessamente: “Alè”, e chiama il 118. I saggi dei grandi sono una delle cose a piu’ altissima tensione del mondo, in cui ognuno e` Fred Astaire o Michael Jackson, o Madonna o Nurejev. Gli altri delle merduzze e basta. I saggi rivestono un’importanza unica nella vita delle persone tant’e’ che se uno e` ai Caraibi, in un paradiso terrestre, da qualche parte della terra e non ha potuto esserci, sara’ tristissimo e mandera’ messaggi tipo: “Purtroppo sono qui, ma sono con voi col cuore, non vedo l’ora che mi dite come e` andata”. Quindi saggio batte Maldive 10 a 0 (“ma soccia, avevamo gia` prenotato due anni fa, accidenti a te e alla fretta di prenotare”). I saggi dei grandi sono dei condensati di tensioni, rabbie, odi, gelosie, adrenaline, sbocchi d’ira, strappi muscolari, schiene bloccate e distorsioni. E di “In bocca al lupo”, o di “In culo alla balena” fin dall’alba del giorno fatidico su Whattsapp. I luoghi dove si svolgono sono delle fornaci, perche` l’aria condizionata costa un casino, in cui i nonni cuociono in venti minuti e la tensione e` talmente alta che alla fine, quando dopo si va a mangiare tutti assieme, pochi digeriscono una pizza. La colica da saggio e` un classico. La differenza fra i saggi dei bimbi e quelli dei grandi sono che in quelli dei bimbi i genitori alla fine vorrebbero uccidere le insegnanti, mentre in quelli dei grandi i bimbi vorrebbero uccidere i genitori perche` hanno fatto schifo. In questo periodo comunque e` difficile uscire qualche sera a cena con amici perche` tutti hanno un saggio. La serata in cui ci si torna a vedere e` quando ci si ritrova a casa di qualcuno a rivedere il video. Sono riprese di solito da ubriachi, con audii improponibili e che hanno una durata di sopportazione da parte degli astanti che oscilla dai cinque ai sei minuti. “Ma aspettate ad andar via dai, vi prego, io sono nella seconda parte, solo fra un’ora e un quarto…!”.

One Response to “Non sto nella pelle, stasera c’è il saggio. Vieni?”

  1. claudia bernardi Rispondi

    22 giugno 2015 at 08:30

    Che vuoi mai che uno commenti dopo che lo hai fatto cosi bene tu!!! Non manca nulla..dovizie di particolari si sprecano.. Sei grande Giorgio..forte osservatore ..contenitore di vecchie memorie che solo chi ti appartiene come età può capire..gli altri seguono a ruota.. E ciò che non ti manca ..a mio avviso quella bella e sagace ironia che credo un vero bolognese debba avere. Grazie..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *