Nuovi “ciucciatori” e vecchi vizi: “Ah ma sto molto meglio adesso!”

rsz_iqos“Ban cuss’èl cal bagàj lè?”. E’ la frase che dice il nonno, o la nonna, o il pensionato quando vedono i “nuovi fumatori”, quelli che usano le nuove sigarette elettroniche e cioè tutta quella gente che ciuccia continuamente in quella specie di biro farcita, che poi è una sigaretta. Adesso è scoppiata la mania delle Iqos, le sigarette che dicono che facciano meno male. Nel senso che il fumatore è molto rassicurato dal fatto che sul pacchetto non c’è scritto: “Nuoce gravemente alla salute”, non ci sono foto di gente smembrata e devastata da effetti tumorali agghiaccianti, ma c’è scritto solo “Nuoce alla salute”. Il fatto che non ci sia scritto “gravemente” ha messo tutti tranquilli. Siamo a posto e quindi possiamo pippare come delle bestie. Ma il nonno o il pensionato che dir si voglia, abituato a vedere per anni la sigaretta normale col suo bel fil di fumo, adesso reagisce col termine “bagaj”, vedendo torme di disperati ciucciare da un ciuccio tecnologicamente molto avanzato che rende perfino desueto, il vecchio ma sempre caro termine: “soccmel”. Comunque siamo alle soglie del delirio. Gente che maccheggia nell’arnese e smadonna perché c’è rimasto dentro il tabacco, gente che aspetta che lampeggi per iniziare a pippare, gente che si preoccupa perché non lampeggia, gente che lo perde, gente che lo lascia nella borsa, gente che lo scambia per un wifi portatile, gente che lo porta all’orecchio e fa per rispondere. In realtà il macchinino dell’Iqos fa il suo dovere e basta. E’ il cliente che gli vive attaccato come una reliquia che vorrebbe che facesse anche le foto o che andasse su Whattsapp. Ma presto aspettiamo di tutto, anche questo. “Basta, mi sono convertito, mi sento molto meglio adesso, tossisco meno”, si sente dire ad ogni angolo, prima e dopo le silenziose ciucciate a cui ormai assistiamo ovunque. Poi li rincontri due minuti dopo e stanno facendosi una sigaretta normale e dici: “Bè cosa fai? Non avevi detto…?”. “E loro diventano lievemente rossi rispondendo: “Ma sai, una ogni tanto…le alterno”. Sono come l’esercito dei nuovi vegetariani o vegani, quando li incontri con la barba e baffi finti alla “Roadhouse”, a farsi un bisteccone da un chilo. I nuovi “malati” si aggirano trionfanti col loro ciuccino farcito e pensano si possa fumare ovunque. Per esempio in macchina. “Eh, ma non si sente mica…”. Dopo trenta secondi nell’abitacolo c’è odore di culo, ma siccome dicono che non fa odore devi dargli la soddisfazione e dire: “Sì sì, non si sente niente”. Nei locali c’è il grande equivoco, si può fumare, non si può fumare, è proibito, non è proibito, qualcuno mette in giro voci false. La regola è che sarebbe proibito, ma molti ristoratori chiudono un occhio, altri siccome l’Iqos si sente e non si sente, non ti fanno fumare al tavolo e neanche fuori dal locale ma sulla porta, così è una via di mezzo. Il problema è che una volta le sigarette fumate sparivano nei posaceneri e non le vedevi più. Adesso le case e i luoghi in genere frequentati dai nuovi ciucciatori, sono pieni di cicchini a metà, quelli di scarto. Li trovi sui tavoli, in cucina, in bagno, sulla buchetta della posta, fra i cuscini, ovunque. Molti tengono in mano il macchinino anche per strada, oltre al telefonino e sembra che impugnino una piccola pistola o un’arma laser. A volte se la puntano, intimando qualcosa. A volte si sfidano a duello, brandendo i cicuccini. “Ci vediamo domattina all’alba dietro al convento della carmelitane scalze, con i macchinini carichi”. Il duello è così: “Si ciuccia uno di fronte all’altro come degli assatanati, un tiro dopo l’altro, quello che smette di lampeggiare prima, vince, quello che continua a lampeggiare quando l’altro ha finito, muore. E viene esposto, come esempio da non seguire, in Galleria Cavour.

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