Occhio, quello ha la barba! E la latteria diventa luogo sensibile

Una signora con dei cardi che spuntano dalla sporta esce in fretta e furia da una latteria. Ha il volto impaurito. Affretta il passo. Cosa è successo? Niente, nella latteria è entrato uno con la barba e per lei quel posto è un “obiettivo sensibile”. Incontra infatti una amica, un’altra signora alle prese con la spesa, e le dice: “Guardi che là è sensibile eh”, indicando la latteria. Il termine sensibile l’ha imparato in televisione. Prima sensibile era riferito solo alla nipote che sveniva quando vedeva una braciola al sangue. Adesso è scattata la fobia dell’obiettivo sensibile per gli attentati. Ecco il motivo cui se uno ha, per esempio, la barba è già sospettissimo per la signora dei cardi. E siccome il sindaco Merola ha detto che bisogna alzare il livello di attenzione, uno che abita al piano di sotto al mio, sta alla finestra tutto il giorno e guarda prima a sinistra poi a destra, in continuazione. Sembra uno di quei cagnolini di pezza che stavano nel lunotto posteriore delle auto negli anni sessanta. Che tutti poi si chiedano se Merola è sensibile è un altro discorso. E che abbia alzato il livello di attenzione per esempio riguardo a Colombo. Ma torniamo al problema. Allarme, allerta, occhio, insomma, la gente è sul chi vive. I luoghi sensibili sono ovunque. C’è comunque chi dice che il luogo più a rischio è un fioraio della Bolognina che non è extracomunitario ma che l’altro giorno è stato sentito sbadigliare con una strana nenia che sembrava araba. Il suo negozio è già circondato e le truppe speciali con relativi cecchini sono già piazzate sui tetti di fronte. Osservandolo attentamente pare comunque che sbadigli spesso perché ha un gran sonno, ma questo può non voler dire niente e bisogna tenere alto il famoso livello di attenzione. Lui intanto lo tiene bassissimo perché si addormenta continuamente e la moglie lo vuol far vedere, non dalle truppe di sicurezza ma da Cicci, il suo medico della mutua. E’ vero che su queste cose non bisognerebbe scherzare ma per come le stiamo trattando noi, beh, si prestano molto a picchi di comicità. Gli obiettivi sensibili sono i luoghi di culto. Per esempio San Petronio dove c’è il dipinto di Giovanni da Modena in cui Maometto è all’inferno insieme agli altri eretici (cioè non cattolici). C’è un tale livello di attenzione e di sicurezza per quell’opera che sembra che l’altro giorno Maometto sia venuto giù per un momento dal dipinto per dire: “Ou, ma che casino fate, a me alla fine poi, sto quadro non è mica male eh! ”. Ed è tornato su. Fino ad arrivare (e questa è vera ma stupenda) ad una segnalazione di qualche giorno fa alle forze dell’ordine. Dalle finestre del Comune, in Liber Paradisus, qualcuno aveva visto un uomo di colore che si nascondeva dietro ai cassonetti della spazzatura. Sono piombati subito sull’uomo che in effetti si era nascosto, era chinato, ma per il semplice motivo che stava facendo la cacca. Il livello di attenzione in quel caso è precipitato vertiginosamente perché non era un gran bel vedere. A parte le persone di colore (che mettevano in sospetto le signore dei cardi già prima degli attentati) c’è anche la psicosi dei pacchi o pacchetti sospetti lasciati in un posto. Se un muratore lascia mezzo panino smangiucchiato in un cartoccio in terra di fianco a un cantiere subito la zona viene circondata perché l’involucro è sospetto. E gli artificieri arrivano subito a disinnescare il panino. La situazione è comunque molto tesa. I nervi sono a fior di pelle. Quelli con la barba vengono controllati e a volte anche rasati. Quelli in ciabatte con la puta all’insù, alla Aladino, pure sono sotto tiro. Ma per la verità di quelli non ce ne sono tantissimi.

 

 

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