“Oh, zitto con mia moglie, eh?!” Incontri di vegetariani al Roadhouse

rsz_roadhouseFenomeno in diffusione esponenziale. Scena tipica. Due coppie vanno a cena, non si erano viste da un po’ di tempo e c’è la classica rimpatriata, perché i due uomini si erano incontrati un sabato mattina in centro (tipico) e avevano deciso di uscire una sera assieme. E quella sera, a cena, al momento delle ordinazioni ecco che salta fuori la novità. Una delle due coppie, per voce di lui, annuncia: “No, sai, noi siamo vegetariani, non mangiamo più la carne, adesso chiediamo se hanno qualcosa che possa andar bene…”. La coppia è diventata vegetariana (o vegana).  L’altra coppia accoglie la notizia con sorpresa: “E da quando?”. O “Come mai?”. Risponde quasi sempre lui dell’altra coppia: “Già da un anno. Io prima la mangiavo la carne ma adesso mi sento molto meglio, non credevo, pensavo che uno si indebolisse invece, anche a giocare a calcetto mi sembra di andare più forte”. Di fianco a lui, la lei della coppia gongola. Ha piantato la bandierina. Come gli astronauti sulla luna. Per segnare il territorio. Di questi casi, come questo descritto, ce ne sono centinaia. E la coppia diventa vegana o vegetariana, al novanta per cento, per decisione femminile. Difficile che sia lui che all’improvviso dica: “Dai, smettiamo di mangiare la carne”. Rarissimo. E se lei è diventata vegana o vegetariana, lo diventa anche lui. Così insieme vanno a fare i rompiscatole coi camerieri e coi ristoratori perché non mangeranno niente di tutto quello per cui il ristorante o la trattoria è famosa, e prenderanno il risino in bianco, l’insalatona, o ina, le verdure bollite, tutte cose che si mangiano abitualmente anche a casa. Poi dicono: “Ah sì, in quel posto si mangia benissimo!”. Ma come fai a dire che si mangia benissimo che hai preso un’insalata e una pappina di ceci? Perché? Ma attenzione però. Attenzione a lui, che ora si professa vegetariano contento e convinto. Spesso mente. Questi nuovi paladini dello stare bene (non sempre eh) sono in realtà dei lestofanti di tre cotte e li trovi poi alla Roadhouse, di nascosto, che azzannano delle braciole sconfinate, che sbranano costate e costolette con l’espressione di indigeni della Papuasia che non hanno mangiato da un mese. Beccato! Lui diventa rosso e fa: “Oh zitto con mia moglie eh? Sai ogni tanto…” e fa l’occhiolino complice e tipico di quando uno viene sorpreso con l’amante. L’amante, come la carne, è una cosa segreta, nascosta, che viene negata fino alla morte. “Io? L’amante? Maccheeeeè! Sono fedelissimo, sempre stato fedele…”. L’avventura extraconiugale adesso diventa, nei casi di veganismo e di vegetarianismo, anche quella di andarsi a mangiare un cotechino o dei ciccioli in una trattoria in campagna, o una sleppa di carne fumante alla griglia in un ristorante dell’appennino. Di nascosto. I posti clandestini, i nascondigli delle scappatelle, i luoghi del proibito così, non sono solo gli alberghi a ore dove si dà la carta d’identità da uno spioncino sul muro per non farsi vedere, ma anche le trattorie o ristoranti della carnazza. Fedifraghi! Traditori! Marrani! Fate pure i fintoni! Quando la spesa la fa lei tutto bene, papponi di miglio e via, vegetariani felici. Ma quando la spesa la fa lui succede spesso un fatto singolare. Lui compra il più delle volte della crescenta o della focaccia con la speranza recondita che dentro ci siano dei pezzettini di prosciutto, dei dadini di ciccioli, delle briciole di pancetta. Poi, tornati a casa, la moglie se ne accorge: “Ma come? Hai comparto una crescenta al prosciutto, guarda qua”. “Ohi! Veh! Non lo sapevo, non ci ho guardato, me l’ha incartata e l’ho presa così”. Non è vero! Menti! L’hai presa apposta. Se non fosse così perchè allora dici: “Ma si dai, ormai è qua, do un morso così tanto per dare…Poi basta eh”. Perchè? Perchè fai così? Che dopo la moglie, offesissima, telefona all’avvocato.

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