Per favore non parlate al conducente: sta telefonando

“Non parlate al conducente”, recitava una volta la targhetta a bordo dell’autobus. Oggi bisognerebbe aggiungere sotto: “Per forza, sta telefonando”. Uno pensa che per guidare un autobus basti solo la patente. Non e` vero. Non basta. L’aspirante autista deve avere si` la licenza di guida, ma deve fare anche obbligatoriamente uno speciale corso che gli permetta di navigare su Internet, di messaggiare su Whatsapp, di inviare mail, di compiere ricerche online e di avere grande dimestichezza con Facebook e Twitter. Alla fine del corso e` ufficialmente autista di bus a Bologna. Che sia necessario quel tipo di preparazione specifica lo si nota benissimo: gli autisti degli autobus mentre guidano sono fissi al telefono o stanno mandando messaggi. E qui sta tutta l’abilita` del caso, perche` uno deve contemporaneamente svolgere i due compiti con grande disinvoltura e a volte non e` facile. In realta` sono quasi tutti bravissimi, con la semplice differenza, rispetto a un tempo, che se il passeggero ha bisogno di un’informazione su una tal fermata o un tal tragitto, deve mandare una mail. O un sms. Il numero di cellulare dell’autista verra` affisso presto (l’innovazione e` allo studio) all’entrata dell’autobus, cosi` che il cittadino potra` comunicare con lui attraverso il cellulare. Se l’autista e` brillante e spiritoso rispondera` all’informazione e aggiungera` faccine che renderanno piu` lieto il tragitto al viaggiatore. Puo` succedere, e` vero, che ci siano momenti in cui all’autista non arrivino messaggini, ne` telefonate e ne` stia telefonando, ma l’inconveniente verra` giustificato dal fatto che stara` con le cuffiette dello smartphone alle orecchie e potra` spaziare in maniera garrula in una speciale libreria di I Tunes fornita dal Tper. I brani sono tutti sul viaggio, da “Siii, viaggiare, evitando le buche piu` dure”, a “Andavo a cento all’ora per trovar la bimba mia ie` ie`”. L’autista nel caso puo` canticchiare ma solo col labiale. La nuova regola in vigore per gli autisti dei bus e` ben visibile. Da una statistica svolta da uno scooter che si affiancava agli autobus o in movimento o in sosta a un semaforo o a una fermata, si e’ evinto che nove conducenti su dieci sono al telefono. Quello su dieci che non era al telefono doveva fare una ricarica. L’innovazione, che si chiama “Drive and cell”, probabilmente verra` esportata anche in Europa, anche se i promotori non si fidano ancora dell’affidabilita` dei guidatori di mezzi pubblici danesi o svedesi. C’e` il rischio che guidino e basta, senza telefonare e senza mandare messaggi e questo vanificherrebbe totalmente il progetto. Invece nel frattempo, monitorando nello specifico gli effetti a Bologna, si e` notato che la guida degli autobus in questo modo e` piu` rilassata, piu` morbida, meno soggetta a sbalzi di umore dell’autista e anche le fermate sono meno brusche. In effetti, si sa che uno degli allenamenti specifici del corso e` quello di stare su Whatsapp e messaggiare, contemporaneamente stando attenti alla strada. Bisogna dire che il grado di preparazione e` altissimo. Unica cosa importante e`questa: il passeggero deve salire già informato sulle fermate perche` non puo` pensare di distrarre il conducente parlandogli, in quanto appunto concentratissimo nelle diverse funzioni da svolgere. Possono succedere pero` fatti incresciosi come un paio di giorni fa in cui una pattuglia di vigili urbani ha sorpreso un autista di bus che non telefonava e non mandava messaggi guidando. In questo caso, si sa, sono multe salatissime. Quindi attenersi al senso civico please. Scendo alla prossima.

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