Per i ragazzi Atalanta è una città e Bologna chissà dov’è

“La Spezia?”. “E’ nelle Marche”. “Roma?”. “E’ vicino a Venezia”. Queste sono le risposte che mediamente vengono date dai figli adolescenti quando a tavola i genitori si divertono a fare delle domande di geografia. La geografia è una materia paleolitica che è stata abolita perché si vede non ritenuta più utile. E infatti magicamente i ragazzi che abitano a Bologna non sanno assolutamente dove sia Bologna. Alla domanda saltano fuori robe pazzesche. Tipo: “Bologna, Bologna…di fianco a Torino”, o “secondo me…fammi pensare…nel Lazio”. L’ignoranza della geografia è abissale. Le femmine poi sono il massimo. I maschi si salvano col calcio. Sanno dove Donez perché ci gioca lo Shaktar, sanno dov’è Dortmund perché ci gioca il Borussia, sanno dov’è Londra perché ci gioca l’Arsenal. E sanno perfino che Rio è in Brasile perché ci gioca il Flamengo. Per le ragazze invece il Flamengo è un locale di via Toscana, dove Toscana, a domanda specifica, risulta essere la femmina di un sigaro fumato dagli anziani nei bar.  Se il maschio in questione che sa di calcio ha una sorella,  si può stare sicuri che questa ti può anche dire tranquillamente, cioè con faccia serissima e concentrata, sicura del fatto suo, che Atalanta è una città. “Mio fratello mi ha detto che domenica il  Bologna va a giocare ad Atalanta”. E allora se poi di fronte c’è uno cattivo può divertirsi con: “E dov’è Atalanta?”. Qui si vedono occhi stralunarsi come dire “che palle di domande questo qua…”. Ma incalzata la ragazza finirà per dire che Atalanta è in Sardegna, che ci vuole l’aereo e che il suo monumento più famoso è il Maschio Angioino.

Con le capitali poi è un disastro totale. Le cene di una famiglia alla sera possono essere rallegrate da formidabili boiate sparate dai figli a cui seguono boati del babbo e della mamma e risate fragorose di tutto il nucleo famigliare. I padri poi che hanno studiato e che quindi hanno a disposizione uno dei rari momenti in cui possono fare gli sborroni snocciolano domande da direttori della Treccani. “Qual è la capitale dell’Uzbekistan”. Pausa. Nessuno risponde. E lui: “Tashkent, ignoranti!” “Qual è la capitale dello Sri Lanka?”. Ovviamente scena muta. E il babbo tronfio come un tacchino: “Sri Jayewardanapoura! Soccia non sapete un cazzo!”. Al che la mamma fa segno al marito di calmarsi che poi vorrebbe dire di volare molto ma molto basso. Il problema è che i figli non sanno dov’è Parigi ma sanno che è bella. Non sanno dov’è Barcellona ma sanno che ci andata la Frè e ha detto che non gli è piaciuta. Non sanno dovè Roma ma quest’anno in gita ci vanno la qual cosa non muterà di una virgola la loro conoscenza perché la direzione del treno sarà ignorata e faccia mo quel che gli pare che fra due ore e mezza ci siamo.

Alcune cose però le sanno e sono la base. 1) Dove c’è il wifi libero (anche in tutto il mondo), 2) Dov’è l’Apple store, 3) Dove sono tutti i centri Tim, Vodafone, Wind eccetera, 4) Dov’è il Mac più vicino, 5) Dove ci sono delle felpe a poco.

Per quanto riguarda Minerbio, beh ecco, lì la faccenda si fa un tantino più complicata.

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