Un nuovo ristorante? Il “Castigaposti” dice NO

rsz_copertina-orrori-di-stile-estiviSi chiamano “I Castigaposti”. E’ una categoria di persone ben definita e dalle caratteristiche immediatamente riconoscibili. Sono quelli cioè, che quando li porti tu in un posto, a mangiare o a vedere qualche spettacolo o qualsiasi cosa, un posto che hai trovato tu, quindi un’idea tua, ebbene quel posto fa automaticamente schifo. Si mangia malissimo, lo spettacolo è brutto, se l’aspettavano migliore, non è niente di speciale, insomma troveranno sempre qualcosa per smontare il tuo infantile ma puro entusiasmo di portare qualcuno in un luogo dove tu sei stato bene. Al contrario, se il posto l’hanno scelto loro sarà bellissimo, unico, si mangerà benissimo, lo spettacolo sarà stupendo e guai se ti azzardi a dire che c’è qualcosa che non ti convince: ti mangiano la faccia e possono arrivare a dirti che non capisci niente. “I Castigaposti” vivono ai margini di un invito, sottotraccia, accettano la novità facendo finta di niente, quando sentono parlare bene di un qualcosa dicono che sono curiosi, che non vedono l’ora di provarlo ma si sono già applicati in faccia quell’espressione tipica dei Castigaposti e cioè di sospetto, di cacchina sotto al naso, e infatti spesso dicono: “sei sicuro?”, “siamo sicuri che si mangia bene? Ci credo guarda, se lo dici te…”. Ma sanno già dove vogliono arrivare, hanno un loro piano. Esempio classico con il ristorante o la trattoria. Più tu hai detto che si mangia benissimo, da Dio, in modo sublime, superbamente, più loro cominceranno piano piano a minare il tuo castello di entusiasmi dalla base, con piccole picconate atte a indebolirlo. “Bellino ma un po’ borazzo…”, riferito all’arredamento. “Soccia c’è un freddo qui, facciamo ben abbassare l’aria”. “Scomodine queste sedie…”. Sono le prime avvisaglie.  Mettiamo che il locale sia famoso per gli antipasti. Il commento sarà: “Buoni, buoni sì…buoni ma niente di che”. Poi dicono di conoscere un altro posto dove li fanno migliori. Da lì un crescendo. Le tagliatelle non saranno fatte in casa ma “per me sono Barilla si sente benissimo…poi voi dite quello che volete”. Il secondo non piacerà (“forse ho sbagliato a ordinare quella cosa lì, è cotto male, anzi, riscaldato, immangiabile”). Il termine immangiabile è quello che vi manda giù per un primo conteggio serio. A otto vi rialzate. Ma il kappao tecnico è quando i dolci verranno definiti “comperi” da una pasticceria mediocre che loro conoscono benissimo. A quel punto cosa fate? Cercate di trovare qualche scusa, di dire che forse è una serata storta, che lì eravate sempre stati benissimo. Se poi si paga anche una cifra sostanziosa sarete finiti: “Ben? 55 euro per sta roba qua?”. Fine. Il Castigaposti ha trionfato ancora. Ma addirittura, la sua operazione è così specifica e decisa, che da quel momento in poi anche tu non andrai mai più a mangiare lì. Condizionato al cento per cento. E non lo consiglierai più a nessuno. Qualche sera dopo poi ti inviteranno loro in un posto che sarà in effetti buonissimo (più o meno come il tuo) ma dove né tu né chi non appartenga alla categoria dei Castigaposti, si azzarderà a inventarsi che fa schifo. Ammetterai che è buono, obiettivamente. Perché in realtà è buono. I Castigaposti si espandono in diverse sotto-categorie. Esempio: “Mica andare a vedere quello spettacolo di cui tutti dicono meraviglie, fa cagare”. E quelli sono i “Castigateatri”.  “Non sognarti di andare a vedere quel film, fa così di gente ma è orrendo”. E quelli sono i “Castigafilm”. E altri. Qualcuno potrebbe sospettare che vengono pagati, che lo fanno su commissione, ingaggiati dalla concorrenza. Macchè. Sono così veramente. La loro missione la sentono dentro. E questo li rende unici. Fermo restando che andrebbero mandati a far delle pugnette. Ma questo a margine.

2 Responses to Un nuovo ristorante? Il “Castigaposti” dice NO

  1. Maurzio Marchesini Rispondi

    21 settembre 2016 at 18:59

    …epico, Maestro, come sempre!

  2. ANDREA Rispondi

    22 settembre 2016 at 08:21

    Comaschi con ironia ed intelligenza ci racconta la realtà meglio di chiunque altro!

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