Pubblico in delirio
all’elezione di Miss Suv

LesGazelles 4Bologna è notoriamente in Europa la città dei Suv. E soprattutto delle donne che guidano i Suv. Ragione per cui, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Galleria Cavour, L’Associazione Gran Dame di via Rialto, La Casa dei Babbioni del Burraco, Fico e Zico, ha organizzato una grande manifestazione per eleggere Miss Suv 2018. Un evento di grande rilievo che si è svolto nella splendida cornice della Galleria Cavour. Le signore dovevano piombare col loro Suv nel quadrivio della Galleria in derapage e inscenare la loro perfomance, mentre una giuria di un talent lanciato per l’occasione da Sky e intitolato “X Suv”, doveva esprimere il voto. Tutto intorno, ai quattro angoli, tribunette col pubblico, e una tribunina di Vip vestiti in jeans e camicia a scacchi che mangiavano mortadella e ciccioli per far vedere di essere alla mano (succede anche in certe osterie del centro). La giuria era composta naturalmente da Sgarbi, Bergonzoni coi capelli più lunghi del solito e le infradito di Armani (“Oh, le ha domenticate a casa mia, io le ho messe”), Cecilia Matteucci vestita da Gagarin nel suo primo volo nello spazio, Simone Verdi che era già lì al Bologna Store quindi era comodo e un clochard di via Zamboni con i suoi cartoni, per dare pluralismo e omogeneità al voto, oltre che odore di dromedario. Ogni volta che una signora col Suv terminava la sua scena il clochard ruttava e questo era il segnale per il prossimo concorrente. Le concorrenti, che entravano a tutto gas dalla parte di Piazza Cavour, dovevano fare vedere come guidare senza guardare avanti, come inviare Whattsapp andando a marcia indietro, come scendere e insultare un passante e come gestire la clamorosa notizia dell’esistenza degli altri. Ognuna era dotata di pellicciotto leopardato col numero di pettorale e tutte hanno posato, prima della contesa, per la foto di gruppo di Schicchi per il Carlino, durante la quale i pellicciotti hanno fatto le fusa tra di loro e due si sono messi insieme (Merola li ha dichiarati coppia di fatto). Ogni performance veniva seguita da scroscianti applausi delle tribunette e da alcune domande dei giurati. Sgarbi ha sempre chiesto la stessa cosa a tutte e cioè: “Ma come cazzo guidi?”, fra il tripudio generale. Alcune, oltre alle evoluzioni di rito, hanno proposto trovate geniali. Come una signora che è stata per tutto il tempo della sua prova a mandare messaggi sul suo Suv, ignorando il contesto, e alla fine ha chiuso con: “Scusate, era la Lilli!”. Applausi. Un’altra ha fatto il numero del cane, il suo chiwawa di nome Akhenaton, che ha fatto la cacca in corsa con lo sportello aperto in mezzo alla galleria e, mentre il Suv continuava ad andare, dal bagagliaio è spuntata una coppia di filippini in guanti bianchi che, sporgendosi pericolosamente nel vuoto ha raccolto al volo la deiezione del cane in corsa e si è richiusa nel babagliaio. Boato del pubblico. La signora a quel punto è scesa, ha ringraziato e se ne è andata lasciando lì la macchina, che è stata rimossa da Grossi con un pull di carriattrezzi truccati da carri allegorici (uno aveva il muso di Merola e le zampe da Lepore). Applausi. Un’altra signora, col figlio dietro di 10 anni, ha fatto quattro zigzag su due ruote dandosi il rossetto allo specchietto e si è fermata di colpo. Poi è scesa, si è messa un colbacco enorme ed è corsa dal parrucchiere, dimenticandosi il figlio in macchina. Molto apprezzata anche lei dal pubblico. La giuria ha avuto un bel daffare per proclamare la vincitrice. Alla fine il titolo di Miss Suv 2018 è andato alla contessa Fulvia Fulgida Caburazzi dei Tabarroni dei Pini e delle Pene (ma qualcuno ha controllato all’anagrafe e pare si tratti di una certa Pina Querzè, di Baricella) che ha ritirato la prestigiosa fascia con l’obbligo di indossarla fissa per due mesi. Che si sappia. Alla fine tutti si sono dati appuntamento per il prossimo anno. Eccetto Verdi, perchè tanto a giugno va via.

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