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Quando la moglie
fischia fallo al marito

Arriva un momento nella vita in cui si gioca una partita difficile. Sono le esistenze che scavallano attorno ai ventanni di matrimonio. Le coppie hanno caratteristiche ben precise, forse quelle bolognesi ne hanno una che magari non è simili a quelle delle coppie fuori dal contesto cittadino. Le mogli, dopo quel bel po’ di anni di matrimonio, fischiano fallo. Proprio così. Come un arbitro. E l’interruzione dell’azione è immediata. Un marito dimentica di mettere un pacco di carta igenica (fra altre centocinquanta cose in lista) nel carrello alla Coop? Prrrr! Fallo! Il figlio non rimette a posto una confezione di prosciutto cotto nel frigo? Prrrr! Fallo. Sempre il marito, a tavola, al ristorante, ordina alla fine un dolcino per chiudere? “Fallo! (“Hai il diabete, lo sai!”). Lui ha dimenticato di fare gli auguri alla suocera che compie gli anni? La moglie fischia fallo! Lui gira a destra sui viali quando invece doveva prendere la strada alta? “Prrr! Fischio! E questi sono tutti falli normali, di gioco. Punizione e via, si riprende. Alcune mogli sono dotate anche di cartellino. Sia giallo che rosso. Se uno dimentica le confezioni di yogurt in macchina (specie d’estate) è giallo. Se ha comprato un basco che ne aveva già uno è giallo. Se viene sorpreso a sbagliare il cassonetto della raccolta differenziata è rosso diretto. Lui sta fermo uno o due giri (“Oh non ti va in testa eh! I cartoni della pizza vanno nell’umido!”). I falli, si sa, spezzettano un po’ il gioco ma servono alle mogli per avere sempre il polso della partita. Ultimamente possono chiedere anche la prova televisiva. Ammettiamo che un marito abbia detto aver portato le maglie che lei gli aveva dato al lavasecco e lei non è convinta, in quel caso può andare a vedere la Var. Cioè chiedere lo scontrino del lavasecco. Se lui lo mostra si prosegue. Sennò è rigore. Lei sospetta che lui abbia un’amante perché va sempre a giocare a burraco da solo? Var! La moglie chiede il controllo degli ultimi messaggi su Whattsapp. Momenti di tensione. I giocatori in campo aspettano. Poi lei fa il gesto con le mani. Ma non è del quadrato. E’ di un tondo grande, col pollice e l’indice aperti. Indica il danno che subirà lui. Cioè un culo così, espulsione e squalifica a vita. La gente commenterà: era un buon giocatore ma molto falloso, beccava troppe ammonizioni e alla fine l’ha fatta grossa. Lui ripartirà dalla serie D.

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