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Quando si dice “Soccia ragazzi!”
vuol dire sempre meraviglia?

Bisognerebbe fondare un movimento, il movimento del “soccia ragazzi”. “Soccia ragazzi” è la più straordinaria sintesi del modo di essere bolognese. Inutile che stiamo a dissertare sull’etimologia e sul significato letterale del termine, perchè non renderebbe l’idea e ci svierebbe su binari banali e forse al limiti dell’eleganza. No, Soccia ragazzi è l’intercalare di tutti i momenti della vita, di qualsiasi cosa succeda. Soccia ragazzi è il virus, la mascherina che fa caldo, il fastidio per gli assembramenti. Soccia ragazzi è una piazza piena, è la scena madre di un bel film, è uno stop a seguire di Palacio, è il caldo, il freddo, l’umidità. Soccia ragazzi è tutto. Lo possono dire tutti. Attenzione però, “soccia” è “soccia” e da solo suona diverso, non lo possono dire tutti, può essere caduta di stile, esclamazione borazza, profusione di molte esse, dichiarazione di un livello sociale. Detto da una donna, per esempio, spesso può non risultare bellissimo. Invece il soccia ragazzi è perfetto. La “esse” è una sola, non è strascinata, e quel “ragazzi”, a seguire, sa di complicità, di solidarietà, di confidenza. Lo si pronuncia con toni diversi e ogni volta il tono fa cambiare il significato. Detto col tono scocciato sottintende “due maroni”. Tipo soccia ragazzi guardando i bivacchi cannaroli in Piazza Verdi. O una coda del traffico alla domenica sera fra Faenza e Castel San Pietro. Detto con tono trionfante e con cinque punti esclamativi è il gol Barrow a Roma, un canestro sulla sirena che vince la partita, uno spettacolare tramonto. E’ il soccia ragazzi della bocca spalancata, dell’occhio sbarrato, della meraviglia. Pensiamo al passaggio di una bellissima donna, ma anche, dall’altra parte, di un bell’uomo (la donna dicendolo muove anche la mano con movimento rotatorio e porta avanti il labbro inferiore. Soccia ragazzi è anche rassegnazione, detto con la braccia che si allargano, in segno di resa, tipo quando è rosso il semaforo Farini-Piazza Cavour o quello di Porta Castglione, è un gol sbagliato a porta vuota (Soccia ragazzi con l’aggiunta di: “slè trèst lulè!”), è la manovra di una signora col Suv davanti alle scuole, è il bottone al telefono di uno in arterio (ma lì non è prouniciato, è solo pensato, un soccia ragazzi in silenzio.

In questo momento mi sta chiamando mia moglie che entra in cucina e dice che non ho fatto gli auguri alla zia, che ho dimenticato di comprare i Kinder Pinguì e che ho la pancia e dovrei mangiare meno. Sssssoccia ragazzi!!!!

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