Commenti recenti

Se la gente si saluta sotto casa non si dorme più

Nell’eterna lotta dei decibel, degli schiamazzi notturni, dei giovani che urlano con le birre in mano, delle musiche a tutto volume, c’e` una categoria che sfugge ai controlli, alle multe, all’Arpa o a qualsiasi altra diavoleria inventata per tenere la gente sotto bromuro: e` la categoria di quelli che si salutano. Fuori da un locale, ristorante o osteria, oppure sotto casa dopo una cena. Se avete le camere da letto sopra a un portone da cui esce della gente che e` appena stata a una cena o a un ritrovo qualsiasi siete rovinati. Non ci sono giovani con le birre, non c’e` ubriaco deambulante, non c’e` concerto di bonghi o cori da osteria che tenga. La gente che si saluta e` il piu` grosso fattore acustico notturno per non dormire. Motivo semplice: le persone si salutano per delle mezze ore, forse anche per delle ore. E non vanno via. Succede dappertutto, a volte anche sui pianerottoli dove le voci rimbombano sulle scale fino all’ora del perdono. Viene ripetuta la frase: “Beh allora ciao, ci sentiamo” almeno quindici o venti volte di media. Ma qualcuno ripartira` sempre con un discorso che comincia di solito con: “A proposito…”. A proposito di coooosa? Che avete detto ciao! E invece e` così: “A proposito, avete sentito che la sorella di Federico ha comprato quel negozio di merceria….?”. A proposito luque`! E lì riparte la “tomella”. Ma volete andare a letto maledetti dopo esservi salutati? E invece si rimbastiscono discussioni di calcio, di politica, di gossip, conditi da esplosioni di risate spropositate. Al venerdi o al sabato, sere in cui e` noto bisogna ridere molto e divertirsi “come dei matti”, i boati di riso ad affermazioni tipo: “Giuliano ha comprato dei bermuda a fiori”, o “la Giovanna ha perso un tacco perche` si e` infilato fra le grate di una cantina” sono devastanti. La gente si scompiscia, alcune donne piangono, si sente proprio il singhiozzo delle lacrime. E uno con la finestra aperta perche`e` un caldo egiziano non ha via d’uscita. O chiude e accetta la temperatura di 50 gradi o si deve sorbire i saluti infiniti della gente. A volte sobbalza di gioia se sente una pausa nel gruppetto li` davanti al portone. Uno che fa: “Beh…va bene va…andiamo a letto…”. E un altro: “Si, che domattina mi alzo presto…”. Nooooo! No, perche` un altro (per la cronaca siano gia` al quindicesimo minuto di saluti) dira`: “Come mai ti alzi presto?”. E li` e’ finita. “Andiamo in bici, siamo sempre quei quattro o cinque, domani facciamo Monghidoro, Castel dell’Alpe…”. Siccome e` inevitabile che nel gruppo ci sia un altro ciclista si attacca con i percorsi. “Noi siamo venuti giu’ da Badolo, poi abbiamo attaversato la valle e abbiam fatto la strada alta da Sasso Marconi…”. “Eh ma li` e` dura”. “No dai, non e` dura, se usi bene il cambio”. Una donna fa: “Viene a casa sudato che sembra un pulcino bagnato!”. E boato alla battutona con la risate che continuano a singhiozzo per una decina di minuti. Il rumore di Piazza verdi e di Giuseppe Petroni fanno ridere al confronto. Bisognerebbe convocare un sopralluogo del comandante dei vigili e del sindaco per verificare di persona i decibel toccati da quelli che si salutano. Solo che il problema diventerebbe doppio. Perche` se per caso arrivassero e dicessero qualcosa, poi alla fine, al momento di andarsene, dovranno per forza salutare anche loro. E li` si ricomincerebbe daccapo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *