Quando ti dicono il risultato della partita
e tu non lo volevi sapere

Qualunque sportivo o tifoso (sono due categorie molto diverse), quando c’è una partita che vuole vedere in tv, ma che non può vedere per un impegno, le studia tutte. Per prima cosa punta la registrazione, stando attento a non sbagliare, perché quando torna a casa, in caso di errore, la casa risuona di moccoli e sacramenti, con conseguenti abbattimenti e lunghi momenti di tristezza. Poi bisogna, uscendo, avvisare gli amici più intimi che non ti dicano nulla, non guardare mai il telefono, né i messaggi, né Facebook, in caso di notizie che rimbalzano a cavolo di cane. Quando arrivi nel posto dove, tuo malgrado, dovevi andare subito dirai: “Ah, non ditemi niente della partita eh, che l’ho registrata”. Tanto qualcuno farà comunque l’asino, ma tu comunque ci provi. Insomma, si esce blindati, con tutti gli accorgimenti possibili, applicati con precisione maniacale. Poi, torni a casa, pregusti la partita di lì a poco, nella tua personalissima differita, passi davanti a una casa, c’è un portone, escono delle signore anziane, insospettabili. Una fa all’altra: “Avete sentito? Il Bologna ha vinto tre a zero, soccia bene!”. Soccia bene un azidànt! Lì crolli a terra svenuto, o in preda a spasmi da incazzatura mortale. Ma perché? Perché? Cosa gliene frega del Bologna a quelle signore, dall’aspetto di casalinghe che odiano il calcio? Non è possibile! Intanto tu sei fottuto. Questo era un esempio. Mille altre volte succede che un taxista, un passante, uno che accende una radio, un cinno che urla, qualsiasi dannazione esistente sulla faccia della terra ti rovini tutto dicendoti il risultato della partita. E’ una categoria anche questa forse. La categoria dei “Rovinatori di risultati”. Sono tremendi. Spuntano dal nulla, sono insospettabili, improbabili, cammuffati, truccati, vivono nella penombra e saltano fuori così, all’improvviso e zac. Gli amici spesso poi sono stronzissimi. Sei arrivato in un contesto in cui hai detto, quasi urlando: “Oh non ditemi niente della partita!”. Loro annuiranno. “Sì, tranquillo”. Poi li vedi nella serata, in gruppetti, esplodere in un boato curvi su uno schermino. O mandare un urlo di disperazione. Per poi dirti: “Non tranquillo, non ti diciamo niente”. E c’è sempre uno che ti fa: “Oh. E’ bellissima. Vedrai”. Ma vedrai cosa? Ma non ce la fate, razza di cretini? Non ce la fate a star zitti? Ma che gusto ci provate? Oppure uno che irrompe nel locale e prima ancora di salutare, urtla: ”Oh, la Fortitudo (o la Virtus per par condicio) ha vinto di 3!”. Una volta è successo di arrivare nel parcheggio, uscire dalla macchina e uno, prima che tu potessi dire qualsiasi cosa, ti fa: “Soccia che Bologna eh?”. E tu un “Noooooo!” che l’altro si è preso paura. “Ma allora sei stronzo!”. E’ una tortura tremenda quella di sapere il risultato di una partita che hai registrato. Ma i “Rovinatori di risultati” sono in agguato. Perfidi e maligni. A volte involontari, ma forse quasi mai, alla fine dei conti. Dei killer di professione. Sparano il risultato e sei morto. Tu sei lì, alla volte, anelante di notizie ma ovviamente vuoi che non te le dicano. “Sai già come è andata vero?”. E l’altro: “Sì”. E allora cerchi qualsiasi cenno del volto per capire qualcosa. Le perfidie dei “Rovinatori di risultati” raggiungono vette altissime, anche quando si cimentano con il settore film gialli. Prima ti dicono “Vai a vedere quel film, bellissimo, bellissimo, gran thriller, non ti dico niente…”. Poi alla fine ti schiaffano là l’assassino e subito dopo: “Scusa! E’ vero che volevi andarlo a vedere”. La crudeltà è la caratteristica base di queste persone. Esistono da sempre. Episodio visto nel 1975. “La donna della domenica”, un giallo di Fruttero e Lucentini. Un tizio, fra quelli che uscivano dalla proiezione, ripeteva a tutti quelli che incrociava e che stavano entrando per la proiezione successiva: “L’assassino è Lina Volonghi, l’assassino è Lina Volonghi….”. E’ stato rincorso finchè non è stato finito dalla folla inferocita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *