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Quando vai in farmacia e al bancone
scatta un’ordinazione eterna

Solitamente succede quando sei di fretta perché hai molte cose da fare. Vai in farmacia, c’è un cliente che si è appena affacciato al bancone davanti a te, la farmacista è da sola. Ti arrivano alcune frasi. “Ce l’ha questo?”. Il cliente mostra la ricetta. Lei la esamina poi fa la domanda ormai diventata tradizionale: “Vuole l’originale o il generico?”. A quel punto può scattare il dramma. E cioè quella cosa che trasforma un’ordinazione normale, in un caso che ti fa stare lì per l’eternità (e avevi fretta). Il cliente ha mille dubbi. Intanto chiede cos’è il generico. “Ma è uguale?”. “Sì è uguale ma costa meno”. Allora l’uomo comincia a informarsi se l’efficacia del prodotto è la stessa. Se la farmacista volesse potrebbe portare la discussione sull’ora e mezza, ma non lo fa. L’uomo ci pensa, guarda in alto. Poi dice: “Mi dia l’originale va” e si autotranquillizza, convinto così di essere più sicuro che il farmaco funzioni. L’infermiera va di là. La intravedi che sale su sgabellini e apre cassetti infiniti, in alto, in basso, cassetti lunghissimi che vengono fuori dai mobili come lingue che beffardamente sembra le facciano “bleah!”. Passa un po’ di tempo. L’uomo, appoggiato al bancone, secondo gran classico di stagione, si toglie la ciabatta e si gratta il polpaccio col pollicione dell’altro piede. Bello. La farmacista continua la ricerca. Poi torna e dice che le dispiace ma non c’è. Che bisogna ordinarlo. Lui resiste al richiamo del generico (che ci sarebbe perché è sempre la cosa che cerchi che non c’è, è quella che non vuoi che c’è) e dice va bene. E’ la fine. Non sai se andrai a pranzo. La farmacista controlla i codici. Poi telefona. Non si sa a chi, forse al Gran Magazzino Mondiale delle Medicine. Le passano due o tre persone e intanto la fila dietro è già di otto persone che sbuffano di caldo. L’impiegato dall’altra parte del telefono non trova il farmaco. Stanno lì a darsi i codici come in un centro atomico nucleare. Poi lei fa: “Va bene. Domattina dalle 10 c’è”. L’uomo rimane attonito. Ha lo sguardo perso in una picola teoria di prodotti per le zanzare che è lì sul banco. “Ma il dottore mi aveva detto che dovevo cominciare stasera…così cosa vuol dire, che lo vengo a prendere domattina e comincio domani sera?”. A quel punto non sai come vada a finire e abbandoni la fila. Non ce la fai più. Esci sconfitto. E lasci la fila al suo destino.

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