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Quei “ciucciatori” di sigarette
perchè sono sempre incazzati?

Ormai non si chiamano più fumatori. Sono “ciucciatori”. Cioè ciucciano. Il ciuccio è la sigaretta elettronica, che sia Iqos o Svapo. E ormai, alle riunioni, nei caffè, anche al ristorante (perchè certi tipi di sigarette elettroniche sono permesse) vedi gente in ghingheri, uomini eleganti, donne con tailleurs di gran classe che succhiano disperatamente da un oggetto che sembra uno scatolotto qualsiasi e che adesso cercano di fare anche un po’ più vezzoso e carino alla vista. Ma è sempre un ciuccio. Uomini e donne che succhiano in quell’affare (“cal bagaj”, direbbero i pensionati storici della piazza, abili a dare definizioni sempre azzeccate su tutto) non sono un granchè esteticamente, diciamolo pure. La classica sigaretta fra le dita può fare Humprey, può fare Greta Garbo, forse Briatore, può dare un tocco di stile. I ciuccioni no. Alcuni poi, ad ogni ciucciata, fanno salire al cielo un nuvolone di fumo preoccupante, che hai paura che chi sta fumando sia andato a fuoco e ti viene da tirargli una caraffa d’acqua per spegnerlo. Ma il fumatore, si sa, ha un solo obiettivo: fumare. Non piacere alla gente. Chi è passato alla sigaretta elettronica Iqos ha una caratteristica. Quasi sempre senti che esplode in un “Ma noooooo! Di disappunto. O un “Mo soccia, è scarica!”. Sono urla disumane a volte. Perchè c’è tutto un equilibrio fra messa in carica, dimenticanze, distrazioni per cui chi si appresta a fumare paga un prezzo ad ogni suo errore. Spesso li vedi là, impegnati e smadonnanti, con uno stuzzicadenti a compiere operazioni complicatissime, per pulire l’oggetto. Sembrano degli orologiai, incazzati. “Nooooo!”, si sente eccheggiare spesso per strada o al ristorante. La gestione di una sigaretta elettronica porta a stress spesso da ricovero. Poi c’è il problema dell’odore. Il fumo della sigaretta era un classico. Poteva dar fastidio, ma era, inequivocabilmente, il fumo della sigaretta. Adesso gli odori che emanano le sigarette elettroniche sono spesso dubbi. Qualcuno ha teorie particolari. E sostiene che sa di bronza, cioè di flatulenza, di “notizie dell’interno” insomma. “Chi è stato?”, sentierete dire a un tavolo di amici. Nessuno, è solo uno che fuma. E se volete sentire il termine più adatto basta andare sempre in piazza e chiedere a uno dei nonni riuniti in gruppo a chiacchierare: “Secondo lei di cosa sa la sigaretta elettronica?”. Risposta: “Ed scuràzza”.

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