Quel tempo infinito al semaforo tra una grigliata ed un burraco

rsz_1grigliata“Ci vediamo al semaforo di Porta Castiglione. Porti tu la griglia? Io porto la diavolina”. Ormai è un appuntamento fisso. La città, con l’allungamento dei tempi di molti semafori, ha un altro volto. Quello di Porta Castiglione, quello di Porta d’Azeglio, quello di via San Felice in direzione di Saffi, quello di Pelagio Pelagio, tanto per segnalarne alcuni, definiti “Happy traffic light”. I semafori di Bologna durano ormai un tempo perfetto per creare svago, punto d’incontro, divertimento per decine e decine di persone. Il periodo in cui è rosso, ormai sconfinato a un minutaggio indefinibile da mente umana, permette grandissimi e divertentissimi happening. A Porta Castiglione portano le griglie e gli automobilisti scendono spesso a mangiare due costolette e due salsicciotti. Qualcuno porta il vino. Qualcuno le birre. Bisogna non attardarsi più di tanto chiaro, perché il verde a un certo punto, anche se non ne darebbe l’impressione, arriva, ma c’è comunque il tempo di sparecchiare e di mettere via tutta la roba. Al semaforo di Pelagio Pelagio, vengono improvvisate addirittura delle riunioni coi tavolini pieghevoli, dove si decidono le cose, ci si stringe la mano, poi si risale in macchina, giusto il tempo perché scatti il verde. Nessuno, dietro, ha nemmeno il tempo di suonare.  Chiaro, il problema è un po’ il caldo. Quando si sta sotto il sole così tanto tempo non è bellissimo, soprattutto per quanto riguarda i motociclisti e gli scooteristi. Niente paura. Il Comune sta per varare un piano di distribuzione frazionata di nebulizzatori di aria fresca con cui verranno deliziati coloro che attendono il verde. A Porta San Felice già pronto un progetto che prevede sdrai e ombrelloni per il tempo in cui il semaforo è rosso, con tanto di bagnino e sabbia finta. Lo slogan è: “Il mare in città diventa ‘rosso’”. Si potrà fare anche una sauna al volo. Si pensa anche di portare un minitorneo di burraco all’ombra degli ombrelloni per allietare l’attesa. O partitelle rapide di ping pong, con appositi tavoli pieghevoli e molto pratici. Si può proprio dire che con questa iniziativa la città si colloca ai primi posti d’Europa per vivibilità e servizi. E poi basta con quei semafori brevi, come per esempio quelli di via Toscana. Si sta pensando di allungarli sulla mezzora l’uno, per dare modo alla gente di guardarsi attorno, scambiare numeri di telefoni, socializzare, insomma trascorrere in serenità e non più arrabbiati, quei momenti felici di attesa per il verde. Ecco, bisogna però che la gente sia mantenuta viva, vigile, pronta anche in quei momenti, perché l’altro giorno al semaforo di Porta d’Azeglio, non avendo organizzato niente nessuno, ed essendo ammalato il grigliatore comunale mandato apposta dall’Ufficio Traffico, sei persone si sono assopite. Si può capire. Il sole, il caldo, la stanchezza. Quando è venuto il verde gli altri però non hanno suonato No. Assolutamente. E’ prevalso il senso civico, quello della solidarietà. Sono scesi dalle macchine, hanno messo sui cavalletti gli scooter e sono andati ai finestrini di quelli che si erano assopiti per sussurrare soffici richiami, “ehi”, e canticchiare canzoncine che richiamassero le classiche suonerie delle abituali sveglie. Premiato un bimbo che, a Porta Castiglione, aspettando il verde, l’altro giorno, ha finito i compiti. “Questo servirà da buon esempio ad altri bambini, così noi possiamo telefonare con più calma”, ha dichiarato ieri a E’tv una mamma delle Carducci, mentre le suonavano delle notifiche. Insomma con questa iniziativa siamo veramente avanti. Presto verremo copiati da altri paesi, è chiaro. Non è possibile che gli altri rimangano così indietro. Una cosa tra parentesi per chiudere. A Manhattan, col traffico pazzesco di Manhattan, ci sono moltissimi semafori. Ognuno non dura mai più di 20 secondi. E il traffico non è mai bloccato, anzi scorre sempre. Mo vè. Sti americani eh? Che strana gente. Valli a capire.

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