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Le telefonate oltreoceano
e la mamma urla “Yes!”

cd66a7a18d37d7e5dd969c249e9a1ecb_XLTema: le comunicazioni in vacanza con i figli, o i parenti, e viceversa. Oggi è tutto semplice, facile, un clic, un wifi, si chiama e si risponde da Timbuctù o da qualsiasi parte del mondo. Ma una volta, non tanto tempo fa, era durissima. I figli partivano per un viaggio e i genitori a casa, barbellanti di paure e di angosce. “Fatti vivo eh!”. Il farsi vivi voleva dire file alle cabine telefoniche, soprattutto al mare, dove si attendeva il proprio turno per scambiare quelle tre o quattro frasi: “Tutto bene, qua tutto bene, che tempo fa lì, è caldo? Stai bene? Non far l’asino eh”, eccetera. Ma quando si andava in America o comunque oltre oceano, c’erano le famose called call, cioè le chiamate a carico del destinatario. Il figlio, già schienato e coi soldi contati, non voleva spendere in telefonate, chiamava il 10 con un gettone e chiedeva, in un inglese incerto, alla signorina del centralino di fare una chiamata in partenza dall’Italia. Lei diceva di rimanere in linea e dopo un po’ sentivi la voce della mamma: “Pronto…pronto”. A quel punto la signorina snocciolava in un inglese strettissimo un “Hi Claudia, this is a called call from New York, do you want to speak with Giorgio?”. La mamma, che non aveva mai usato una parola d’inglese, doveva accettare la telefonata a suo carico. A quel punto c’era un vuoto nell’etere. La mamma annichilita alla cornetta (il telefono era nell’ingresso, spesso a muro) restava muta, in catalessi. Il figlio dall’altra parte del telefono cominciava ad urlare disperatamente: “Dì yes! Dì yeeees! Mamma! Dì yeees!”. Solo dicendo un “yes” la mamma poteva sbloccare la situazione. Se non diceva yes la signorina avrebbe chiuso la comunicazione. “Dì yeeees!” era un urlo scomposto, sgolato e disperato che rieccheggiava nelle cabine di tutta l’America. Alcune mamme avevano un foglio sul tavolino del telefono con scritto “ies”. “Ies!, diceva la mamma e allora si parlava. Le telefonate costavano fortune alla mamma. Alcune, dopo aver controllato anni prima le bollette telefoniche di agosto, all’urlo: “Dì yeeees”, rispondevano un internazionalissimo “No che non dico ies”. E mettevano giù. Rinunciando a sapere se tutto bene, come era il tempo lì, e a dire: qua invece è meno freddo di ieri. Tutte notizie fondamentali senza le quali, il proseguimento dell’estate, sarebbe stato caratterizzato da terribili e angoscianti incertezze.

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