Quelli che danno da mangiare agli animali, oh yeah

Mentre si mangia a casa da qualcuno, ormai quasi in tutte le cene, si sente qualcosa che ti tocca una gamba, abbassi lo sguardo e vedi due occhi supplicanti. O sono quelli di un gatto o di un cane. I gatti e i cani vivono per un solo momento (oltre al momento della pappa costituzionale a orari precisi): quello lì. E’ il momento in cui “si gratta” qualcosa. I gatti e i cani bolognesi quando vedono arrivare gli ospiti per una cena pensano in lingua: “Què as grata quèl”. Qualcuno di loro è stato visto, ma non è notizia certa, sfregarsi le zampe in un angolo al suono del campanello. Perchè gatti e cani sanno una cosa fondamentale: che nessuno resiste a non dargli niente. E’ una cosa più forte della volontà umana e che va al di là anche delle suppliche accorate e disperate dei padroni di casa che con una percentuale di probabilità vicina al cento per cento dicono: “Mi raccomando non date niente agli animali che sennò stanno male”. Non c’è niente da fare. Nemmeno se i proprietari dicono: “Guardate che se Bubby mangia un solo centimetro di torta (o di salamino o di arrosto o qualsivoglia cosa) muore sul colpo”. Qualcuno gli darà quel centimetro quadro e Bubby morirà fra atroci stenti, con l’autore dell’omicidio preterintenzionale che guarderà stralunato dicendo: “Ioooo? Io non gli ho dato niente, giuro che morissi in questo momento”. E muore anche lui all’istante accanto a Bubby.

In quelle cene in cui i cani e i gatti rischiano la vita succedono alcune cose particolari:

1 – C’è chi allunga la fetta di mortadella al cane con la manina furtiva guardandosi intorno, come se passasse un compito in classe ai tempi del liceo. Alcuni proprietari particolarmente attenti sono muniti di righello che tengono accanto alle forchette e ai coltelli e partono con bacchettate furiose all’indirizzo dell’infingardo.

2 – Qualcuno chiede: “Posso dare un pezzetto di prosciutto al gatto?”. Risposta: “No, assolutamente, mi raccomando sennò vomita”. “Okay va bene”. Risultato due ore dopo, da un angolo della casa, si odono dei singulti ritmici e subito dopo sul pavimento c’è una porzione di lasagne ancora intatta.

3 – A volte il padrone di casa sospetta e fa: “Come mai Galileo (nome del gatto) sta sempre lì e ti è già venuto in braccio dieci volte?”. Risposta: “Io piaccio molto ai gatti. Non mi disturba micca sai. Ne ho due”. Alla fine della cena il gatto pesa 15 chili.

4 – Le signore può succedere che per troppo amore perdano la misura e, aspettando il momento in cui non sono viste, allunga al cane un astice intero. Quando dopo qualcuno chiede: “Ma dove è finito l’astice che avevi nel piatto”, rispondono: “Ah io mangio tutto, il guscio è il più buono”.

5 – La mattina successiva a una cena in casa, quando prepari la pappa, i cani e i gatti non si muovono e ti guardano con sguardo schifato. Pensi che forse non stanno bene. Risposta: si, non stanno bene.

6 – Nella cena successiva, i proprietari propineranno con enfasi agli individuati potenziali assassini, un piatto curatissimo di carne e con sopra piccole guarnizioni di crostini. Trattasi del contenuto di scatolette dell’Almo e croccantini della Friskies. Per cui, poco dopo, si sentiranno provvenire dal bagno singulti ritmici, curiosamente simili a quelli di Bubby e Galileo.

 

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