Quelli che dicono: ma è qua vicino, dietro l’angolo!

“Dai andiamo. E’ un posto fresco, e` vicino, da qui saranno dieci minuti massimo”. Altro esempio: “Lontano? Macche` lontano, e` vicinissimo, e` qua a due passi. Anzi, andiamo a piedi, ci conviene, e` proprio dietro l’angolo”. Fate attenzione. E anche molta. Quando sentite queste parole: “saranno dieci minuti al massimo, vicinissimo, dietro l’angolo, e` qua a due passi”, e altre di questo genere. Siate diffidenti al massimo. Sappiate che non e` assolutamente vero, e` una trappola infernale, un girone dantesco nel quale sarete immersi senza possibilita` di uscita. Ma con smadonnamenti biblici, procurati dal fatto che il suddetto posto non e` mai (sottolineiamo mai) li` a due passi, o vicinissimo, o a dieci minuti. Il posto “fresco, vicino”, “a dieci minuti al massimo”, sara` invece sempre a quaranta minuti di curve, in una strada terrificante, in cui viene il mal di mare a tutto l’equipaggio. Tu guidi e a un certo punto, passato un quarto d’ora dici: “Per fortuna che era vicino…”. Quelli che hanno lanciato l’idea allora assumono un’aria interrogativa: “Ti ricordavi te Lina che era cosi` distante? A me son sempre sembrati dieci minuti…”. Risposta della Lina: “Ma si`, anche a me sembrava piu` vicino”. E intanto la strada prosegue. Infinita. Chi guida, per correttezza, non dice nulla ma ogni tanto un “soccmel” isolato lo tira. E qualche volta anche un “dieci minuti luque`”. Queste sono situazioni che si presentano puntuali nella vita prima che uno riesca, grazie all’esperienza, a dire: “No, dai, stiamo ben qui che si sta benissimo”. La ricerca del posto da raggiungere, della miniavventura escursionata da curiosi, e` un’arma micidiale che miete puntualmente vittime su vittime. E’ ovvio che nessuno ti dira` mai: “Andiamo li dai, e` un po’ lontano ma e` bello”. All'”un po` lontano” tutti si ritrarrebbero subito. Ed ecco allora le frasi: “Ma e` un attimo e sei arrivato”, ‘Sembra lontano ma e` li`”, “Son due curve in croce e ci siamo”, eccetera. I tragitti a piedi poi sono mortali. Si sono viste crisi di fame, di pianto, di bile, quando al continuo ritornello: “Siamo arrivati eh”, “E’` là dopo quei palazzi”, il gruppetto si accorge pian piano che il caldo si fa soffocante, la strada forse è sbagliata, comincia una salita dissestata e piena di buche e le case cominciano a diradarsi. Quello e` il momento in cui parte l’embolo a chiunque, si litiga, ci siede in terra senza andare piu` avanti come quei cinni che fanno la tigna, si minaccia di chiamare un taxi, spesso lo si chiama e si troncano amicizie di anni.

La trappola del posto “vicino” puo` portare anche ad estreme conseguenze, addirittura gravi, se e` vero che anni fa eravamo con amici a fare un’escursione sull’Etna, camminavamo da ore su rocce appuntite con la guida, un tedesco, che aveva detto: “Dai, prendiamo scorciatoia, di qua`, io conozco benissime qvesti pozti…siamo qvazi arrivati”. Dopo un’ora cresceva a dismisura l’intenzione comune di ucciderlo o di dargli un fracco di botte e lasciarlo esanime fra le collinette di lava arse dal sole. Dopo questi casi, queste trappole, si vede gente distrutta dalla fatica, affranta, disfatta nel fisico e nel morale che si era fidata e che l’aveva pagata durissima. Bisogna diffidare, imparare a vedere il tranello, dove si nasconde. Badate che spesso chi dice che il posto e` li` dietro l’angolo, e` bravissimo, un professionista. Sa fingere, sa essere credibile al cento per cento. Bisogna invece stare attentissimi e lucidi. Essere decisi, determinati. Dire di no, sempre di no. A volte anche fingendo un malore.

One Response to Quelli che dicono: ma è qua vicino, dietro l’angolo!

  1. claudia benardi Rispondi

    26 luglio 2015 at 11:51

    sei un mito..un argunauta dell’essere umano e sopratutto bolognese..sei tutti noiiiii…quelli pochi che sono rimasti..!!

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