Quelli intolleranti a tutto
Ma sarà proprio vero?

z20470294IE,Wstrzas-anafilaktyczny-to-gwaltowna-reakcja-organiE’ brutto dire che le intolleranze alimentari sono di gran moda? Sì, è brutto. Ma è così. C’è gente che è intollerante a qualche tipo di cibo, questo d’accordo, gente che si riempie di bolle, che diventa rossa, viola, che sta male di stomaco, che si gratta, che gli lacrimano gli occhi, che va in bagno ogni minuto e mezzo (uscendo poi con la stessa frase ogni volta: mo socmel!), gente che insomma ha scoperto un’allergia a qualcosa e quella cosa gli dà fastidio. Attenzione però che allergia alimentare è una cosa (l’allergia dà una reazione immediata) e le intolleranze un’altra (non danno per esempio effetti immediati). Però, con tutto il rispetto per chi le ha, adesso il problema è dilagante e rientra nei confini dell’esagerazione pazzesca su tutto, che è esplosa da qualche anno ed è diventata quotidianità. Basta che uno senta un prurito a un braccio e fa: “Ecco, lo sapevo, ho appena mangiato le melanzane, sono intollerante, mi era già successo un’altra volta, mi son grattato tutta notte”. Qualcuno va a fare i test e scopre quasi sempre a cosa è intollerante o allergico, ma il novanta per cento non ci va e le intolleranze se le cuce addosso, se le inventa, delirando. “Scusi cameriere, senz’aglio mi raccomando, sono allergico”. C’è un nostro amico che dice sempre così. Una volta abbiamo fatto una cena e in un piatto gli abbiamo messo dentro dell’aglio, che non si sentiva perchè c’era un guazzabuglio di sapori molto forti, e lui non se ne è neanche accorto. “Ma cosa ti viene se mangi l’aglio?”. Risposta. “Ah muoio. Mi si gonfia la faccia, le mani, cado in terra e ho una crisi…”. Balle. Abbiamo provato (okay, rischiando, ma avevamo avuto il sospetto che fosse una menata) e lui niente, nella sua testa si era fatto un viaggio che l’aglio…eccetera. Siccome una volta, anni fa…eccetera. Sentita anche questa: “Avete mica messo del cumino eh nella pasta?”. “Sì, un po’ ce n’era”. Il tipo schizza urlando: “Oddio, io sono allergico al cumino, chiamate subito un’ambulanza, sento che sto per svenire e mi sta per venire un blocco alle articolazioni, lo so…”. “Scherzetto, non ce n’era”. E lui: “Ah, siete stronzi però”. “Sì, ma adesso devi svenire e bloccarti per cinque minuti!”. Insomma non si sa mai dove sta la verità, perchè ogni due secondi uno dice che è intollerante a qualcosa. A volte c’è qualcuno che, per qualche causa misteriosa, viene preso da un prurito a una caviglia e fa: “Ecco, tutte le volte che mangio il friggione è così, sono intollerante”. “Scusa, ma quante volte l’hai mangiato prima?”. “Una volta dieci anni fa mi ricordo che mi grattai”. Viaggi fantastici. Al ristorante ognuno cala il suo carico al momento delle ordinazioni. “Mi raccomando, c’è il pomodoro nella pasta? Sono allergico”. “Hai fatto il test?”. “No, ma lo so”. Il no ma lo so è un classico, perchè ognuno di noi si elegge a infallibile medico di se stesso, compiendo spesso danni inenarrabili. Le intollerante spaziano e dilagano. Mentre gli anziani si limitano a dire: “Se c’è del peperone a me viene su” e non si sognano di usare il termine intolleranza. Il “viene su” alimentare è una delle cose più diffuse, ma ovviamente è diverso (“mi vien su tutta notte”). C’è gente che si definisce intollerante invece ormai a un sacco di cose perchè dice che l’ha capito. Gente intollerante al ragù, alle seppie, al caciocavallo, al cavallo, alle caccole del nonno, alla cedrata, al latte ma solo quello in offerta, al dentifricio, al sale di Cervia mentre a quello Milano Marittima no, all’odore del pannolone della nonna, al basilico, ma poi si spazia, c’è un’intolleranza a Baglioni, a Carlo Conti, a Renzi, alla D’Urso, a quelli che hanno vinto e a quelli che hanno perso, agli italiani, alla moglie, alla suocera e ai semafori. Le cure? Beh, sono allo studio. Intanto la prima prendere su, visto che lo dicono in tanti che qua non ci vogliono più stare, e andare via veramente senza continuare a zagnare. Ma chi è che lo fa? Inciòn (che non è il primo ministro cinese).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *