Ultimo giorno di “Calde le pere”, ore 16 teatro Duse

Il mondo del sesso a Bologna. Dal 18 al 58, ma anche oltre visto che le case d’appuntamento ci sono ancora adesso eccome, anche se clandestine. Oggi pomeriggio alle 16 Comaschi al Duse racconta con “Calde le pere”  intrighi, delitti, misfatti del mondo delle case chiuse. Prenotate se non lo avete già fatto (la prevendita viaggia molto veloce) per ascoltare le storie di Norma Cavicchi detta Trapezio, di Celestina Fondovalle, della Margherita di via dell’Unione e di tutti quei giovani che si buttavano nelle case chiuse per sfogare gli istinti sessuali. Nello spettacolo si ride molto perchè non si può non ridere ascoltando di Checcho, un ragazzino di 18 anni, mingherlino, piccolino e  ancora vergine che andò a casino e fu preso in consegna da una donna alta uno e novanta, con due tettone enormi e un culo a tre piazze che lo portò in camera e non riusciva a svegliargli l’attributo per l’emozione di lui. Quando ci riuscì lei se lo scrollò di dosso e disse: “Mo soccmel che uslèn caraggna!” (mo soccia, che uccellino carogna). Marta Mondelli, un’attrice che vive a New York (ha lavorato con Comaschi ne La Maison di Madame Clicot a Manhattan)  ma che ha studiato a Bologna alla scuola della Galante Garrone, interpreta diverse prostitute del tempo raccontando storie dalle forti tinte. Ecco perché lo spettacolo è vietato ai minori di 16 anni. Comaschi si è ispirato nella scrittura dello spettacolo da una vecchia ricerca di un certo Bruno Mengoli, frequentatore delle case all’epoca.

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