Scusa hai due biglietti? Ma oh, pagando naturalmente

“Hai due biglietti?”. Poi aggiungono: “…a pagamento eh, no perché io li voglio pagare”. Non è vero. Non li vogliono pagare. Li vogliono gratis. Dicono quella cosa “a pagamento” per un senso di gentilezza ma sanno benissimo che uno i biglietti li dà o gratis o niente. La caccia al biglietto omaggio è uno degli sport più diffusi in generale. Anche a Bologna certo, benchè Roma sia di un’altra categoria, là il biglietto omaggio è una scansione quotidiana, una ragione di vita. Il fenomeno rappresenta, per chi fa un attività di spettacolo o relative manifestazioni pubbliche, una delle più grandi rotture di scatole del millennio. Certo, una ragione è che si cerca di risparmiare ma quello spesso è l’ultimo motivo che spinge a chiedere il biglietto bazza. Uno dei primi è che ci si stima e si passa sotto il naso alla gente che fa la coda in biglietteria con l’aria di quelli che trattengono a stento un: “To mo’, io c’ho biglietto”. Un altro motivo è che lo si racconta: “Io vado al concerto perché conosco la sarta della moglie di Vasco, mi ha dato due biglietti”, Poi si esagera e si fa gli sborroni: “Sono esauritissimi lo so, ma adesso chiedo se ne ha altri due”, poi fanno il cerchio concentrico con la mano e lo sguardo a mezz’asta come dire: “Ci penso io”. Il giro dei biglietti gratis è di proporzioni gigantesche. E porta a maniacalità inguaribili. Se un evento è a ingresso libero ti chiedono due biglietti lo stesso . Come un tic. “Hai due biglietti?”. “ Guarda che non ci sono biglietti…”. E l’altro non ti ascolta: “Si ma dammene due lo stesso”. Per poi dire al bar: “Non ci sono biglietti lo so, ma io li ho”. Come dire voi siete tutti dei cretini, il senso è quello.

Altra conseguenza è l’incontentabilità del richiedente biglietti. Te ne chiede due e quando gli dici: “Tutto okay, li ho”, lui piazza subito la bordata: “E’ un problema se siamo in quattro?”. “E’ un problema se siamo in sei?”. “E’ un problema se siamo in venti?”. E aggiungono: “Caso mai li paghiamo”. Ma come “caso mai”? Lì viene voglia di dire: “No il problema è già che vieni tu”. Uno comunque fa buon viso per educazione e dice: “No, assolutamente, però più di quattro non posso”. La gente ha una faccia tosta quando si tratta di biglietti gratis che fa paura. Gente che non vedi e non senti da sette anni che ti telefona alla vigilia di uno spettacolo e attacca così: “Faccio la sfacciata, ma avresti due biglietti per domani sera?”. Ma cosa vuol dire faccio la sfacciata? Ma perchèèèè? Perché devi fare la sfacciata (o lo sfacciato)? Non puoi fare l’educato e procurarti il biglietto come fanno tutti i mortali, o meglio, quelli non affetti dalla malattia del gratitume? No. Fanno gli sfacciati. Ma a nessuno viene, per pudore, di rispondere: “Si, sei uno sfacciato, e allora non te li do”. La mecca del vantaggio, della bazza. A volte è una malattia. “Hai due biglietti?”. “Per cosa scusa?”. “No, lo so che non c’è niente da andare a vedere, ma te li chiedo lo stesso”. Forse la soluzione c’è: girare sempre con un blocchettino di biglietti in tasca, naturalmente con stampata di traverso la scritta “omaggio”. Poi distribuirli a prescindere. Così forse si calmano e si rassicurano tutti. E magari vanno al bar e dicono: “Ou! Mi ha dato due biglietti gratis”. Lì scatta subito la domanda: “Perché, dove fa spettacolo?”. “Da nessuna parte ma io li ho già. Non si sa mai”. To mò.

One Response to Scusa hai due biglietti? Ma oh, pagando naturalmente

  1. Giulia Giliberti Rispondi

    8 giugno 2014 at 14:52

    Caro Giorgio, trovo che la tua sia una perfetta analisi socio-psicologica del biglietto nell’era del contemporaneo. Hai biglietto per stasera anche per me? Ehehe
    Un saluto affettuoso,

    Giulia

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