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Se quando vai dal macellaio
trovi la signora che ordina tutto

La bottega bolognese spesso può essere una trappola senza via d’uscita. Parti che devi comprare quattro bistecchine di maiale e temi la coda perché è un’ora di punta, ma quando vedi che al bancone c’è solo una signora, anziana, con sporta, ti tranquillizzi. “Fra dieci minuti” sono già a casa”, pensi. Entri. Il macellaio sta tagliando delle fettine di fegato. La signora in silenzio osserva. Alla cassa la moglie del macellaio sfoglia “Chi”. Il macellaio incarta le fettine di fegato e fa: “Altro signora?”. Risposta della signora: “No, mi dia ben anche sei amburgher. Sono magri vero?”. “Magrissini signora, appena fatti”, fa il macellaio. Appena fatti un corno, pensi, perché il macellaio li deve un po’ lavorare e pestare col mortaio. Poi finisce e incarta. “Poi?”. La signora prosegue: “E poi mi da tre etti di mortadella tagliata fine”. “Speciale”, fa il macellaio che prende la mortadella, la mette nell’affettatrice ed esegue. Un occhio alla cassiera. E’ sempre lì che legge “Chi”. “Ecco signora. Altro?”. “Sì sono a posto…”. Tu tiri un sospiro di sollievo ma sbagli. “…mi dia ben anche otto braciole di maiale. Sono magre vero?”. “Magrissime signora”, fa il macellaio. Ed esegue. passano altri tre minuti. Suona il telefono. La cassiera risponde e dice che è per il marito il quale interrompe l’incartamento delle braciole e va a rispondere. Piccolo bottone, dall’altra parte, di una signora che evidentemente gli chiede sedici volte se ha della salsiccia appassita perché lui risponde sedici volte di sì. Il macellaio torna dietro al banco. “Siamo a posto signora?”. “No, dalla via, mi dia ben anche un po’ di magro per il ragù che domani ho i nipoti…”. Il “dalla via” risulta mortale perché il macellaio prepara il cartoccio di ragù, mettendoci il suo tempo. Siamo già al quindicesimo del primo tempo. Primo tempo, perché il secondo si apre con la signora che chiede: “Mi dà anche un mezzo galletto va là”. Il va là è altrettanto mortale. La signora sta facendo la spesa come in previsione di un allarme nucleare in cui starà chiusa in casa tre mesi. E tu sei lì che cerchi conforto nello sguardo della cassiera che invece legge sempre “Chi”. Finisce con la signora che ordina della bresaola e tu che ti scusi, andando via di fretta: “Scusate vado…mi hanno chiamato, semmai ripasso dopo”. E se, semmai, ripassi dopo la signora forse è ancora lì.

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