Se si accende di colpo il gran cinema della notte

lampioni_pubbliciI microcosmi che sfrecciano in una notte tarda in cui stai tornando a casa, in vespa, con i pensieri chiusi nel casco e la televisione accesa, nello schermo della visiera. Tanti piccoli mondi, micromondi, dove c’e` vita, speranze, incazzature, progetti, rabbie camice appiccicate alla pelle, fronti sudate, schiene roventi. Mondi che si muovono. La notte verso l’una, la sospensione dell’attesa di qualcosa, di una direzione da prendere, che sia quella verso casa di un’altra moto che sta correndo a fianco con altri pensieri, chissa` poi quali, chiusi dentro a un altro casco, che sia poi un andare e basta, ai bordi della citta`. Ci sono dei mondi dietro alle finestre ancora accese, sotto canottiere che si intravedono passare per un istante, nelle solitudini da davanzale dovute ad insonnie, al caldo o ad altri guai di lavoro, di famiglia, di gente andata o che deve tornare ma non torna. Le prostitute fuori Lame, di eta` resa indefinibile dalla penombra, cosi` come la loro origine, che guardano lo stesso cinema che guardi tu, ma chissa` con quali occhi e quali pensieri. Ne cogli il sorriso stampato su bocche gia` sguaiate in partenza, anche se sono bocche normali. Preconcetti nutturni in trabsito. Mondi che passano, interni di auto con dentro dei mondi dove dentro ci sono degli altri mondi. Dita che veloci corrono su tastiere a comunicare cosa e a chi. Lucine che illuminano visi in attesa di un verde. Tutte vite che rotolano verso qualcosa. Le luci di un autobus all’ultima corsa, la scarpa da tennis brutta di uno fermo al semaforo su uno scooter anonimo, le serrande chiuse di un ristorante che fino a un’ora prima era teatro di voci e di rappresentazioni varie e ora e` in silenzio. L’immaginarsi visti da dietro, mentre ci si allontana e si sparisce dietro a una curva. La citta` di notte sembra uno stadio vuoto, con le poltroncine in attesa di qualcuno che ci si rimetta a sedere. Micromondi che passano: i semafori eterni, Merola, Tacopina, la serie A, le tante serie B ancora in giro, i non ci sono soldi, i prezzi, i lavori in corso, gli operai, i furgoni, i furboni, i furbini, gli ingenui, il potersi convincere in fondo di qualsiasi cosa (ma qualsiasi veramente). Se hai ancora la forza di immaginare, se il caldo e il sonno non ti ha ancora annebbiato, li senti ancora i rumori di quello che ti sei lasciato dietro, un applauso, una risata, qualche stretta di mano, un complimento anonimo, delle facce che non sarai piu` in grado di riconoscere. Altri mondi, altri microcosmi che si sono mossi in un`altra direzione. Dalla visiera si vede il teatro vuoto, i viali, le case, i cortili dei palazzi, le serrande dei garage, ma ti piacerebbe sapere cosa sta facendo in questo momento una marea di persone. In questo preciso momento. Hai fiducia nel tuo pensiero che va, che corre insieme alla strada, ma se vuole, anche molto piu` veloce. Forse captato da qualcuno da qualche parte dell’universo. O forse no. Come un’onda elettromagnetica che non muore mai. Ma forse e` tardi. E i ricevitori sono spenti. Buonanotte.

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