“Signora che disastro! Non si sa cosa mettersi!”

Al bar. Una signora affranta con la barista. Scampolo di un dialogo gia` iniziato prima: “…guardi un disastro, non si sa cosa mettersi, prima e caldo, poi e` freddo…io non lo so”. Dunque. Siccome non va bene quando e` caldo (“Si muore dal”), siccome non va bene quando e` freddo (“Si muore dal”), ecco che non va bene neanche l’inizio autunno in cui un po` e` caldo e` un po` e` freddo, ma questo probabilmente da quando esiste il mondo. Il problema del giorno e` il cosa mettersi. Ma come? Non sai ancora cosa metterti? Quanti autunni hai gia` visto con sbalzi di clima? Trenta? Quaranta? E non hai ancora capito dopo tanti anni cosa metterti, scivolando in un dubbio tale da lasciarti costernata, con espressione perduta e rassegnata. “Non si sa cosa mettersi”. Usiamo il femminile, essendo questo un problema sollevato essenzialmente dalle donne. Difficile che sentiate un uomo che dica: “Non si sa come vestirsi”. Di solito si veste e basta. Un po` pesante se e` freschino, a strati componibili se e` incerto, con qualcosa di leggero sotto se a un certo punto c’e` il sole e piu` tardi vien giu` “l’ariarina”. Se “scazza”, cioe` se sbaglia la scelta, si becca un raffreddorone in un caso e nell’altro provoca un aumento della temperatura ascellare con le conseguenze del caso. Finita li`. Il dilemma insomma non e` maschile. Ma l’uomo poi subisce un condizionamento molto pressante da parte della “dolce” meta` che prima gli fa: “Gisto sta attento, che sei leggero veh. Mettiti ben un giubino!”. L’esortazione viene ripetuta un centinaio di volte e Gisto, pur di dargliela su, si metterebbe anche una pelliccia da eschimese. Nel caso si becchi un malanno perche` non ha fatto i ragionamenti giusti sul come vestirsi, allora subisce la “zagnata” chiamata “te l’avevo detto io”. E cioe`: “Te l’avevo detto io che eri leggero. L’hai preso ieri mattina secondo me, quando sei uscito con solo il giubottino. Te l’avevo detto. E te no. Te l’avevo detto. E te no…”. Ed e` come un disco inceppato per cui Gisto deve dare un “cuccio” al braccio della moglie che si disincaglia e puo` proseguire con altri tipi di zagnata.

Torniamo al dubbio amletico di base. “Non si sa cosa mettersi”. Alcune donne si telefonano pure per cercare di concordare una linea comune. Questo avviene per certi tipi di cene o di feste. “Te come ti vesti?”. “Boh, e` una cosa in una casa di campagna, io sto sportiva”. “Sportiva cosa vuol dire?” e li` si puo` andare avanti ore con il risultato che alla fine poi tutte e due si presentano leopardatissime con tacco 12 e inzamplano miseramente su ciotoli e morbidi muschi. Ma adesso, in questi giorni, avviene anche per un normale “uscire” a fare la spesa. Perche` appunto, dopo tanti anni di esperienza, non si e` ancora venuti a capo al problema. Il marito, il famoso Gisto della situazione, quando sente questi discorsi prova a lanciare la` un: “beh se e` freddo ti metti qualcosa di pesante, se vien caldo te lo togli”, che sembrerebbe una cosa semplice. Macche`. E` una boiata enorme che viene accolta con un’alzata di spalle come se avesse parlato un demente. A quel punto c’e` la ricerca, la prova e la riprova, recuperando cose negli armadi gia` messe via, mettendo via cose che erano state recuperate per due ore. Per cui, in questi giorni di variabile, di pioggerelle, caldi, soli e freschini, si vedono infradito sotto giubbotti di pelle, maniche corte con stivali col pelo, bermuda con sopra bomberini da sci. Salvo poi approdare al bar dell’inizio e costernati buttare la`: “Che disastro, non si sa cosa mettersi”. E la ruota ricomincia a girare.

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