“Sono il ciclista Carmelo
e passo sempre col rosso”

immagini.quotidianoSono Carmelo, un ciclista che sta a Bologna per studiare e che usa la bici ogni giorno. Io sono esterefatto per quello che sta succedendo, il sindaco che interviene sul nostro modo di guidare e i vigili che multano chiunque di noi vada sotto i portici o contromano. Ma siamo impazziti? Ma cos’è questa storia? Cosa è saltato in testa improvvisamente al Comune se poco tempo fa lo stesso Comune, per dichiarazione di quel Colombo, aveva detto che le bici era giusto che andassero tranquillmente contromano? Adesso hanno improvvisamente cambiato idea? Ma non è lo stesso Comune? O è quello di Canicattì? A me sembra di sognare. Cos’è questa storia che dovremmo all’improvviso rispettare il codice della strada? Lo so che siamo sulla strada ma sulla strada abbiamo sempre fatto quel che ci pareva. Abbiamo sempre ignorato qualsiasi semaforo rosso, anche quelli degli incroci, a differenza di quei poveretti che guidano le macchine o i motorini che si devono fermare. Noi no. Noi siamo dei ciclisti, avete capito? I ciclisti sono in un altro mondo, non nel vostro, miseri mortali che rispettate i segnali stradali. Gli automobilisti e gli scooteristi dovete multare, altro che noi! Noi siamo sempre stati intoccabili, i padroni della strada. Come si permettono adesso di metterlo in discussione? Certo, siamo sempre andati con le bici sui marciapiedi, zigzagando in mezzo alla gente, embè? Che c’è di male? Abbiamo urtato qualche signora, facendola cadere in terra, senza chiederle scusa, abbiamo mandato a cagare qualcuno che ci faceva notare che non si poteva? Embè? Siamo ciclisti no? E allora? Che volete? E sotto i portici? Volete mettere la comodità di sfrecciare sotto i portici con la bicicletta per fare più in fretta e arrivare puntuali a lezione? I pedoni che stanno sotto i portici devono semplicemente stare attenti perché, se escono da un portone o un negozio, noi potremmo passare a tutta proprio lì di fianco e loro si devono scansare. Che guardino prima di uscire dal portone, questi cretini. Invece di lamentarsi. Io con la bici son passato sotto tutti i portici sempre senza avere mai problemi, anzi, devo dirvi che il mio zigzagare mi ha sempre fatto stare di buonumore. Quelli che protestano sono dei poveracci. E basta. Ma scusate? Ma l’avete mai visto voi un ciclista che si ferma a un rosso? Ma siamo pazzi? Ma dove vivete? Parlate di codice della strada, ma a noi cosa interessa? Noi, mettetevelo in testa, siamo degli esseri soprannaturali, venuti da un altro pianeta e non sappiamo neanche cosa voglia dire quel libretto sciocco di regole che si chiama codice stradale. Anche questa cosa del contromano. Cosa c’è di male se andiamo contromano, per esempio, in via Guerrazzi? Le macchine staranno più attente no? Mica dobbiamo stare attenti noi. E se rischiamo di procurare incidenti è solo perché quei sottosviluppati di atomobiisti e scooteristi che vanno nel senso di marcia non sanno guidare, non stanno attenti e non rispettano noi che veniamo in senso contrario. E ci urlano dietro. Ecco perché li mandiamo a quel paese. Ci vuole più umiltà da parte degli automobilisti e di quelli che guidano i motorini, che diamine!. Non vi hanno insegnato a rispettare le gerarchie? Non capisco perché la gente non se ne voglia rendere conto. E adesso hanno il coraggio di farci le multe. Le multe capito? A noi. E’ proprio un brutto mondo, un mondo. Multare un ciclista è un atto volgare, incivile, retrogrado, che non fa i conti coi tempi che cambiamo e il mondo che va avanti. Ma noi ce ne sbattiamo, ecco! Tanto continueremo a passare coi rossi, ad andare contromano, magari anche telefonando, certo. Anche perché un giorno, dovreste saperlo, saliremo al cielo, naturalmente contromano, e siederemo alla destra del padre. Capito, babbei?

Scusate lo sfogo. Vostro Carmelo, un ciclista esterefatto.

 

 

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