Il trionfo dei Suv con le leopardate alla guida

Siamo gia` in piena stagione. Dopo le vacanze, con la citta` semivuota e dal traffico rarefatto, appena riaperte le scuole, zac sono tornate. Si, sono tornate. Loro, le signore coi Suv. Via Dante, davanti alle Carducci, e` di nuovo in festa. I macchinoni si fermano di traverso, in seconda fila, alcuni in terza, garruli, festanti e offrono uno splendido colpo d’occhio. All’interno a volte non c’e` nessuno, a volte invece si scorge qualche criniera leonina abbassata su uno schermo di cellulare. I Suv sono tutti collegati. Tramite Uotsapp. Si parlano, si comunicano le ultime. Gli autisti dei bus, bloccati, sorridono comunque bonari. Sanno che con le manifestazioni e` cosi` e quella e` una manifestazione di Suv, pazienza, si attendera` che le notifiche vengano tutte le lette. E che le chat dei gruppi si esauriscano. E se qualcuno si arrabbia le signore scendono e chiedono un zelfi con l’austista che subito si quieta felice. Poi via, verso nuove avventure. I macchinoni antipioggia, antineve, antivento (Bologna e` quotidianamente, si sa, in allerta maltempo, alluvioni, tempeste e uragani) si snodano imperiosi nelle strade del centro rese agili dai duecentocinquantamila lavori in corso che determinano il condensamento di tutti i bus di tutte le linee possibili. Ed e` nella paralisi quotidiana della mattina, dopo le entrate delle scuole, che si assiste a un fenomeno splendido e ricco di sentimento: gli autobus, variegati per colori e dalle dimensioni di palazzi della Quinta Strada di New York, fanno l’amore coi Suv. E i Suv viceversa fanno l’amore con loro. E le signore all’interno fanno l’amore con i loro amanti (sempre tramite Uotsapp). E i mariti in ufficio fanno l’amore con le segretarie. Bologna si ama al mattino. Ed e` tutto un ronfare di fusa che rende l’ambiente avvolgente e pieno di calore.

Le signore con i Suv poi si concentrano, ad una cert’ora, senza accordarsi, ma con un sesto senso strabiliante fornito loro da madre natura (come quello delle anguille che dal mar dei Sargassi vengono a depositare le uova nella sacca di Goro), si concentrano, dicevamo, nel tratto di via D’Azeglio che va dalla porta al San Luigi. E qui parcheggiano, si fermano, messaggiano, scendono, salgono, mandano affanc…(beep!) qualcuno (magari un passante che ha avuto l’ardire di prendersi paura per una manovra pazzesca) e tutto viene magicamente bloccato nel tempo, in un fermo-immagine suggestivo, di macchine e autobus che non si muovono piu`. E` bella la mattina a Bologna. E la cosa e` molto apprezzata anche in Comune, dove si sta pensando di fare, dopo quella delle bici, una tangenziale dei Suv. Ma non sui viali. In via Farini, Carbonesi, Marconi, Irnerio eccetera. Per snellire, per agevolare, per essere all’avanguardia e conquistare punti in Europa.

Quest’anno c’e` poi la grande novita` chiamata: la non ripartenza. Succede ai semafori. Riguarda i Suv con leopardate alla guida, ma anche le macchine in generale. Quando scatta il verde nessuno riparte. Tutti sono fermi perche` stanno mandando messaggi o rispondendo al gruppo di Uotsapp, quindi la testa e` china e non vedono. La cosa e` curiosa perche` nell’immobilita` delle macchine c’e` quel senso profondo di raccoglimento, di riflessione che porta le persone a conoscere di piu` se stessi. Comunque quello del “suvismo” e` un grande movimento femminile di emancipazione. Sulle note della canzone anni 60 di Catherine Spaak: “Noi siam le giovani, le giovani, le giovani, noi siam le giovani…l’esercito dei Suv”. Col gesto delle braccia piegate che ruotano fra di loro.

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