Spaghetti Bolognaise? Bene, partano subito le denunce

Di solito si fa finta di niente. Ma la cosa è di una gravità spaziale. Mentre ci si affanna a rivalorizzare le tagliatelle al ragù e i tortellini in brodo, a farne simbolo della cucina petroniana, a vanto di prelibatezza e di esclusivo sapore, mentre blateriamo ogni due per tre sulla tradizione che non va perduta, che va recuperata, che non bisogna perdere d’occhio le nostre radici, adesso è il momento di dire basta e denunciare tutto il pianeta. E qui ci vuole un avvocato bravo. Nel mondo siamo conosciuti, a livello di cibo, per una cosa di terrificante fattura, dagli spaventosi contenuti, una cosa che non esiste, ma che è il frutto della fantasia allucinogena di chissà chi: gli spaghetti alla bolognese. O, per dire meglio, gli “spaghetti bolognaise”. Li conosce il mondo, li conosce Obama e li conoscono gli indiani che vivono attorno al Gran Canyon, li conoscono in Sudafrica e fra i ghiacci della Scandinavia. E Obama stesso, così come tutti gli altri, non sanno neanche dove siamo, cosa sono le Due Torri, l’Università, i tortellini in brodo, le tagliatelle tirate a mano. Ma sanno degli “Spaghetti bolognaise”. E magari li mangiano anche, mentre per noi sarebbe l’equivalente di mangiare dei coleotteri. Dice Wikipedia (che Dio l’abbia in gloria) che sono conosciuti anche come “esparguete à bolonhesa” e nei paesi del Commonwealth come “spag bol”. Siamo a posto. Ci hanno sistemati. C’è scritto che negli ultimi dieci anni il piatto è diventato molto popolare, oltre che negli Stati Uniti (dove notoriamente fanno un ragù che levati), in Francia, in Iran, in Libia, in Germania, in Austria, in Ungheria, in Svezia, in Finlandia, in Danimarca e in Norvegia. L’orrendo piatto è chiamato: “spaghetti med köttfärssås” in Swedish, “spaghetti ja jauhelihakastike” in Finlandia (prova mo’ a ordinarli), “spaghetti med kødsovs” in Danimarca, “bolognai spagetti” in Hungarian e “spaghetti og kjøttdeig” in Norwegian (auguri!). O semplicemente, recita beffarda wikipedia, “bolognese”. E te soccmel. Bisognerebbe partire, in delegazione. Tutti a Budapest a mangiarci un bel piatto di bolognai spagetti. Chissà come sono al dente gli spagetti magiari. E chissà che bel raguttino che c’è. Attenzione, siamo su una china irreversibile. Siccome ultimamente a Bologna arrivano molti più turisti e tutti i bolognesi dicono: “che bella però questa cosa!” subito alcuni ristoranti del centro hanno messo fuori il cartello “Spaghetti alla bolognese”. Un trionfo. Ma il bello è che se glieli fai bene (bene è una parola grossissima, lo so) e cioè con un ragù come si deve, i suddetti turisti diranno che fanno schifo. Perché? Perche sono abituati, anche nel centro di Manhattan, per non parlare di Helsinky, a mangiare una roba pappolenta di “spagetti” cotti fino alla cremazione totale, con una salsa che chiamare salsa è un complimento inaudito. Dentro a quei ragù lì ci sono dei crapacci con delle paludi da bonificare, degli oli che il Castrol, quello delle macchine, non gli fa un baffo, degli intingoli che se li sfiori con le mani rimani unto per tutta la vita. Una volta una signora corpulenta di colore, seduta davanti a me allo Yankee Stadium, a vedere il baseball, si è girata e mi ha dato un cinque per festeggiare un fuori campo. Stava mangiando su un cartone bisunto degli “spaghetti bolognaise”. Inavvertitamente le ho dato il cinque anch’io. Ah, non le ho detto che ero “bolognaise”. Sennò sarei diventato rosso, anche se lo ero già. Di tomato, naturalmente. E sono andato a dormire nella carta oleata. Unto ma felice.

One Response to Spaghetti Bolognaise? Bene, partano subito le denunce

  1. alberto mongardi Rispondi

    28 luglio 2014 at 11:17

    Grande Giorgio…avanti cosi

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