Tempi di percorrenza di via D’Azeglio pedonale: un giorno di ferie

Tempo di percorrenza di una zona pedonale qualsiasi, a piedi, passeggiando? Può essere infinito. Prendiamo via D’Azeglio pedonale per esempio. Ci vorrebbe il display come in autostrada. “Tempo di percorrenza da Piazza Maggiore a via Farini, 25 minuti. Code a tratti, o rallentamenti, per questuanti, extracomunitari, improvvisi “fratelli”, improvvise “sorelle”, sondaggi, firme richieste, liste varie”. Si arriva a via Farini affranti, sicuramente in ritardo su quello che dovevate fare e probabilmente con 4 o 5 euro in meno, se vi va bene. Ogni dieci metri ti fermano, o almeno ci provano. Tu prosegui su una traiettoria dritta ma ti viene subito incontro diagonalmente un extracomunitario di colore che ti nomina suo fratello e dice che ha fame. “Non ho niente”, dici. Non è vero che non hai niente (chi e` che non ha niente?) ma comunque di solito dici così. Qualcuno invece ha qualcosa e si ferma, spicciolini ravanati in tasca e via. Alcuni fanno finta di ravanare per cercare ma poi dicono che non hanno niente. Si vede benissimo che è una recita (anche perché si sente il tintinnio di monete in tasca). Poi arrivano due con una roba da firmare e dicono che loro sono contro la droga. A volte si risponde: “Io invece sono a favore”, per esentarsi e tagliar corto. Se ti fermi ti attaccano un pippone infinito finchè non sganci cinque euro. Otto metri dopo ci sono i “Medici senza Frontiere” e quindi non c’è da firmare ma da tirar fuori qualcosa (anche viveri se li hai). Dribbling a sinistra e rientro a destra come faceva Donadoni quando giocava. I Medici senza Frontiere erano un paio, uomo e donna, più o meno uguali a quelli contro la droga, anche loro in due. Ecco dieci metri dopo un uomo di colore che ti chiama fratello, uno subito dopo che ti chiama capo, poi uno dottore, uno ciao bello, uno amico. Sei tante cose insomma, nello spazio di pochissimo tempo. Ma ecco spuntare altre due ragazze con una cartelletta in mano e una biro che ti fermano per un sondaggio. Non capisci qual e’ perche’ intanto il tuo livello di attenzione si e’ abbassato nettamente. Forse e’ un sondaggio sulla violenza sulle donne o sulle donne attraverso i secoli, o sulle donne attraverso un corridoio o sulle donne attraverso una tenda, o sulle donne attraverso un camerino di Zara. Comunque dici che non ti interessa e prosegui. Ecco altri due extracomunitari che ti appellano anche loro da parente strettissimo. Ravanata in tasca (finta), faccia contrita e dispiaciuta (finta) e via. Prima della fine della strada vieni ancora bloccato da una richiesta di firme per: cani abbandonati, guerre da qualche parte, un no al terrorismo, un no alla fame nel mondo, un no alla fame di merendine, un no ai davanzali sporgenti, un no alle docce che on vanno, un no al bruciore di stomaco e un no ad Acquafresca (che dice comunque sempre no di suo). Tempo di percorrenza appunto variabile: 5 minuti se non ti fermi mai, ma se ti fermi anche 25 minuti. Un’unica, infallibile tattica per evitare questo: far finta di telefonare e di parlare con qualcuno. A parte che a volte ti fermano e ti parlano lo stesso, ma un po` aiuta. C’e` gente allenatissima a reggere dei dialoghi immaginari con nessuno, altercando, alzando la voce, addirittura litigando. Sembra anche faccia bene per scaricarsi. Dall’altra parte del telefono non c’e` nessuno, ma almeno fai la tua passeggiata senza essere intercettato. Forse e` per quello che praticamente tutta la gente in strada sta telefonando. Non e` la mania o la dipendenza da cellulare. E’ per disperazione. E’ per evitare la continua, colossale, fantasmagorica, galattica, inesorabile “frantumatura di marroni” quotidiana.

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