“Ti vedo un po’ dimagrito…” Le sentenze natalizie dei parenti

rsz_cena_parenti“Ma come sei diventato grande?”, “Ma come sei ingrassato”, “Ma come sei cambiato”…queste solo alcune delle frasi che segnano il periodo delle feste. Durante le suddette feste si rivedono parenti che in pratica non esistono ma che risorgono e rispuntano dal nulla attorno a Natale. Un po’ anche perché, secondo doveri sammaritani, bisogna andarli a trovare. Sono spesso parenti che non vedi mai per tutto l’anno. Ma per le feste va in onda, implacabile, il famoso festival dei parenti, una specie di frullatore in cui ti vengono a trovare, o vai a trovare, un manipolo di persone legate da una certa parentela. Il parente solitamente non sta zitto ma fa subito un commento appena ti vede. Tipo: “Siamo ingrassati eh?” e ti dà il tocchettino sulla panca ridendo. In quei momenti l’odio nei confronti del parente raggiunge vette inaccessibili. E le feste sono piene di momenti implosi in cui ti tieni tutto dentro perché altrimenti manderesti bonariamente a quel paese pseudo-care, ma non solo bonariamente. Si ingrassa forse anche di momenti implosi, ecco perché dopo le feste pesi di più, non solo per le cioccolate e le mangiate. C’è gente che un anno fa era tale e quale ad adesso, stessa pettinatura, stesso peso, identica insomma, che si sente dire dalla zia: “Ma sei cambiato…cosa è successo? Sei diverso”. Lì, sulle prime ci si preoccupa e si corre nell’ingresso a darsi un’occhiata allo specchio, ma subito dopo vieni tranquillizzato da qualche sguardo dello zio che ti guarda e fa segno di no in silenzio, con movimento furtivo. Come dire che forse è la zia che è cambiata. “Eeeeeh, come sei diventato grandeeee!”, si dice coi bambini che peraltro se ne fregano di quell’apprezzamento perché il grande e il piccolo sono unità di misure degli adulti. Ma fin lì, sui “picipoci” ai bambini, non si discute, sono cose normali, una specie di parola d’ordine per rompere il ghiaccio quando arrivano. Il fatto è che il giudizio del parente ti piomba in testa e ti rintrona nel cervello per tutta la vacanza. “Ciao, eeeh, come va…finalmente ci vediamo…”, eccetera. Poi la frase: “Cos’hai, stai bene? Tutto a posto? Ti vedo un po’ verde”. E ti si gela il sangue, pensi agli esami non fatti, al fatto se sia vero o no, che forse non te ne sei accorto e via discorrendo. “No, no sto benissimo”. E subito di seguito: “Sarà che sono un po’ stanco, sai, ultimamente ci ho un po’ tirato dentro col lavoro”. Zecca assoluta, ma detta solo per giustificare e dribblare il fatto che ti hanno visto cadaverico, forse con pochi giorni di vita. “Hai visto com’è ingrassato Gino?”. “Hai visto come è dimagrita la Lucia?”. Tutti commenti delle feste. Sono arrivati col regalo e hanno sparato la frase che ti ha squilibrato le certezze. I discorsi poi esplodono uno dietro l’altro. Se la zia ha detto che sei grasso, la moglie subito rincara dicendo: “Sta mangiando come un maiale” che non è vero, e la zia ribatte: “Ah bè è sempre stato così…”, che non è vero neanche quello. Per qualcuno le feste appena passate sono state tremende. Infatti, in questi giorni, si impennano le richieste e le prenotazioni per check-up generali, con gente che va a fare gli esami del sangue dopo anni. “Avevo uno scompenso del metabolismo…se n’è accorta mia zia di Minerbio”. Sono nate poi ripicche e alcuni gradi di parentela sono stati disconosciuti. Esempio: “Come sei ingrassato però…”, “E tu mi sembri troppo dimagrito…”, “Sì, ma tu hai anche un modo di camminare che si è molto appesantito”, “Tu invece sei molto peggiorato nell’alito”…Insomma scambi di regali e scambi di impressioni a livello fisico che hanno creato baratri. Il tutto poi finisce col ritorno al lavoro e la gente disdice la dieta e gli esami prenotati. Tanto fra poco arriva Pasqua che è “con chi vuoi”. “Eeeeh, andiamo a trovare la zia?”. “Col càz!”.

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