Ufficiale: gli uomini non sanno aprire i sacchetti

E’ inutile. L’uomo non ce la può fare. E ci troviamo qui ad ammettere l’inferiorità netta del genere maschile nei confronti di quello femminile, anche se in un campo ben preciso. L’uomo non sa aprire i sacchetti, né le buste, né le scatolette. Niente. Non ce la fa. Sono millenni che ci prova ma non riesce. Nelle case ci sono sacchetti strappati maldestramente con i brustullini che escono e sbordano miseramente in terra, buste di qualsiasi cosa commestibile aperte e tranciate da risultare inutilizzabili, cartocci di pane squarciati, sacchetti di merendine devastati, scatolette per cani rotte nell’aperture e quindi per sempre inaccessibili e da buttare, lettere aperte male col bordo stracciato che sotto c’era un assegno stracciato di conseguenza anche lui quindi perso, involucri disintegrati, pacchetti di spaghetti massacrati, sacchetti del pattume disintegrati. Tutto cioè che è da aprire ha subito un’esplosione nucleare. Le donne no. Le donne aprono benissimo tutto e tutto rimane ordinato. Le case bolognesi sono piene di mariti e figli maschi devastatori di sacchetti. Gli Unni della cucina, i Barbari dei pacchetti. Appena un uomo si avvicina a un sacchetto e le sue mani stanno per afferrarlo nelle case si ode un urlo fortissimo: “Fermoooooo!”. Sono le mogli che intervengono a evitare la catastrofe. Il marito (o il figlio adolescente) deve alzare immediatamente le mani e tenerle ben alte mentre la donna esegue l’operazione di apertura. Non si capisce bene il motivo per il quale l’uomo non sia capace di eseguire l’apertura corretta di un sacchetto. Pare subentri uno stato di ansia dovuto all’incredibile e diabolica logica della chiusura di pacchetti, sacchetti e altri derivati (esempio quegli involucri di plastica con oggetti come rasoi, o batterie di telefonini o quant’altro). Non riuscendo ad averne ragione l’uomo, dopo aver tirato cinque o sei moccoli irripetibili seguiti da un sommesso “va a fèr dal pugnatt”, perde le staffe e con movimenti convulsi e violenti apre l’involucro provocando danni deflagranti. Mentre commette questo “omicidio” la faccia dell’uomo si trasfigura e l’espressione è ispirata a una violenza pura e cieca. La frase successiva, qualche ora dopo, è quella della moglie: “Chi ha aperto questo sacchetto?”. I figli (maschi) e il marito rispondono secchi: “Io no!” e cercano di cambiare discorso o di incolparsi a vicenda con scuse improponibili tipo: “Non entro in cucina da due giorni”, o “A me i Kinder Pinguì non piacciono”. Ma non è vero. Sono stati loro, poco prima, non visti, che hanno scatenato la loro furia omicida sugli oggetti in questione. Dopo il loro passaggio non cresce più l’erba nel senso che occorre un nuovo contenitore perché quello aperto è da buttar via. Nelle abitazioni dove ci sono figli maschi e un marito ancora in sella si odono nella giornata borbottii sinistri provvenire dalla cucina o dall’ingresso perché spesso anche l’apertura di una busta è una scalata alla parete ovest del Cervino. Esistono comunque dei corsi. A cui l’uomo può iscriversi. Corsi di apertura sacchetti. Durano dieci anni, ma pare li vogliano portare a quindici perché dieci sono pochi. L’uomo, in così poco tempo, purtroppo, lo diciamo tristemente, non ce la fa.

One Response to Ufficiale: gli uomini non sanno aprire i sacchetti

  1. lidia Rispondi

    25 marzo 2013 at 18:32

    mai parole furono più sante!
    ho letto più volte questa “mosca” ed ogni volta mi sembrava più vera..più reale…stava accadendo in quel preciso momento..semplicemente fantastica perchè incredibilmente reale…GRAZIE

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