Un film visto in una Multisala è un odissea nello spazio

Benvenuti nel magico mondo delle multisale. Chi va al cinema in una multisala dev’essere pronto a tutto, sa dove va, ma non sa cosa può succedere. E soprattutto il suo destino si fa estremamente incerto. E’ un mondo indefinito, con regole indecifrabili, un pianeta sbarcato chissà da dove, un’astronave planata strategicamente in qualche punto della città o della periferia. In fondo le multisale sono “Cinema ravvicinati del terzo tipo”.

Intanto l’orario. C’è scritto che il film inizia alle 20,30? Non è vero. Può iniziare mezzora dopo, o anche quaranta minuti dopo, non puoi saperlo. Probabilmente inizia quando qualcuno, da un punto imprecisato del buio, un’entità astratta acquattata nell’ombra, vede che hai finito i popcorn, consumati nervosamente mentre hai guardato gli spot della parrucchiera Iole o del Centro Benessere Pistombrilli. Allora uno arriva in ritardo apposta, calcolando più meno il tempo, ma una volta sono arrivato alle 20,30 e teoricamente ero puntuale, ma il film era già iniziato da un quarto d’ora. Scherzi del fato. Insomma bisogna che ti vada fatta bene.

Se hai con te un bambino, figlio o nipote, succede che, se arrivi prima, costui si fionda nella saletta giochi e quando è il momento in cui si deve entrare il bambino è madido di sudore, la maglietta inutilizzabile, con un ascella che odora di dromedario vecchio così dopo te lo tieni a fianco per un’ora e mezzo, crollato esausto e il film della Disney te lo tabacchi solo tu perché lui è sfatto e dorme. Spesso il bambino, dopo la sala giochi, non vuole più entrare al cinema e la tignata a volte è da intervento delle forze dell’ordine. Non solo. A quel punto hai già il portafogli in rosso perché dopo aver speso i soldi del biglietto, avevi  riempito un enorme sacchetto di leccornie a peso,  esagerando (“due chili e mezzo…sono 30 euro e 20 grazie”). Gli ultimi spiccioli li spendi in quell’infernale gioco in cui bisogna pescare, con quella specie di tenaglia, nel panierone dei pupazzi o dei giocattoli. Un gioco semplice se lo facessi tu che in due secondi pescheresti l’oggetto, il problema è che lo vuol fare il bambino e allora lì sei finito. Moralmente ed economicamente. Quando il bambino finalmente pesca sei già sotto di 75 euro.

Dopo il problema è beccare il film, ma non solo il film. Il biglietto della multisala ha un numero di sala, un numero di fila, un numero di settore, un numero di poltroncina. Se sbagli un dei numeri se rovinato. Sei convinto di essere seduto a vedere “12 anni schiavo” e dopo dieci minuti ti accorgi che è “La bella e la bestia”. E da lì non puoi più tornare indietro. Perché la tua sala, fra le 9 che ci sono, è a tre chilometri da lì, dopo corridoi da paura che le fogne di Parigi sono roba da dilettanti. E c’è l’altro particolare che nelle multisale tu entri da una parte e non puoi uscire da dove sei entrato. Si esce da un’altra parte. E perdi qualsiasi punto di riferimento, come in una macchina del tempo. Entro nel 2014 ed esci nella Roma dei Cesari. Nel senso che entri e pensi di essere in San Donato e vieni fuori a Borgo Panigale. Che dopo è un problema recuperare la macchina. E dopo un bidone di popcorn, un sacchetto di liquerizie farcite, due Fanta, un sacchetto di rotelle e un quintale di Smarties, non stai benissimo.

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