Un sogno: a Bologna, si parcheggia sui muri

Un sogno. Nitido, preciso, intenso, dovuto alle magiate e agli stravizi di questi giorni perché se c’è una cosa, nei secoli, che può definire con precisione infallibile il periodo delle feste è che si mangia come delle bestie. Può essere un Natale bello o brutto, un ultimo dell’anno eletrizzante o tristissimo, ma il fatto certo è che tutti mangiano il mangiabile e l’immangiabile. Lamentandosene in continuazione (e questo risulta a volte incomprensibile). E allora le notti sono costellate dai sogni. Ne ho fatto uno che non so se si possa definire un incubo ma comunque è stato abbastanza importante (figlio probabilmente di un esubero di cotechino). Era un giorno, un giorno qualsiasi di ansia per il parcheggio. Bologna era diversa. I rettangoli di strisce blu per parcheggiare non erano più solo accanto ai marciapiedi, o metà sulla strada e metà sul marciapiede (questa è stata un po’ la novità dell’anno appena passato), ma anche sulle pareti delle case. Bologna si è svegliata con i parcheggi in verticale, disegnati sui palazzi, dei bei rettangoli blù con piantato di fianco, sul muro, la colonnina per pagare. Per cui l’automobilista doveva scendere, alzare la macchina, metterla verticale per farla stare nel riquadro, scendere imbragato in una speciale mutanda fornita dall’ufficio traffico, e inserire i soldini con l’entusiasmante sensazione di essere sulla parete nord del Cervino. Vedevo molti in difficoltà. Mi ricordo nel sogno che c’era anche Colombo che controllava e diceva che era per l’ottimizzazione degli spazi e poi sfrecciava via con una speciale moutain-bike su per i muri dei palazzi, dove erano state segnate delle nuove ciclabili che stavano anche molto bene, soprattutto sui palazzi antichi. Aprezzando la novità, ho però avuto il piccolo inconveniente che la mia macchina si è inclinata e si e ribaltata sul tetto provicando qualche danno, ma ho pensato che in fondo era giusto così. Allora l’ho rimessa in verticale e ci stava, senonchà non era proprio dentro alle strisce e i vigili, con le ventose ai piedi, per poter passeggiare sui muri, mi facevano la multa. Ma il sogno continuava. Le strisce blù erano ovunque. Ed era cambiato anche l’arredo urbano del crescentone in Piazza Maggiore: c’erano dei tronchi d’albero tagliati ad altezza seggiolino per dare un senso tirolese all’ambiente e in effetti notavo che c’entravano molto col contesto della piazza. Del resto per fare certe cose ci vuole senso del gusto, della fantasia e un occhio attento ai cambiamenti. Poi il sogno proseguiva con le piste ciclabili che ho trovato anche in cantina da me. Una pista usciva dalla cantina di Tarozzi, un mio vicino ed entrava in quella di Gamberini, quello del piano di sotto. Era bello, dava un senso di scorrevolezza. In città poi le piste si erano moltiplicate. Alcune salivano, anche loro, sulle facciate delle case e una di queste piste, quella che passava in mezzo alle Due Torri, era stata cancellata, ridisegnata e saliva in verticale sulla Torre Asinelli, fino in cima. Una pedalatina un po’ impegnativa in effetti, ma in un cartello, il Comune suggeriva il rapporto da usare per andare su agili. La pista ciclabile poi continuava tratteggiata, saliva al cielo e andava a finire alla destra del Padre, dove sarebbe vissuta e avrebbe regnato nei secoli dei secoli. Sull’amen il sogno si interrompeva. Mi sono svegliato tutto sudato e mi è venuto da sorridere per come si possa trasformare la realtà e creare prospetti inverosimili, in seguito a una mangiatona di capodanno. Poi sono uscito. Per curiosità sono andato a controllare, così per scrupolo, sorridendoci su. Beh, era tutto vero. Non era un sogno. E, così, sempre per scrupolo, ho sorriso un po’ meno. Buon anno.

 

 

One Response to Un sogno: a Bologna, si parcheggia sui muri

  1. Daniela Rispondi

    16 gennaio 2016 at 14:57

    Complimenti per l’articolo! Almeno ridiamoci su! Non mi meraviglio se tra un po’ qui a Bologna i palazzi diventano davvero a strisce blu, in fondo a quelli tinta rosso cardinale ci siamo già arrivati! Basta mettersi gli occhiali quando si passa no?!

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