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“Vi chiedo scusa ma io
non fotografo mai il piatto

come-fotografare-il-cibo-con-il-cellulareLo confesso. Lo so, mi vergogno ma lo devo dire, così mi libero da un peso: “Non ho mai fotografato un piatto”. Sì, uno di quei piatti che arriva in tavola dopo le ordinazioni e su cui non vediamo l’ora di avventarci, specie quando abbiamo fame. Non so cosa mi ha preso, ma io, ogni volta, prendo la forchetta e comincio a mangiarlo. Proprio così. Lo mangio subito. Invece vedo che tutti, anche agli altri tavoli del ristorante o della trattoria, appena arriva il piatto si frugano freneticamente in tasca, estraggono il cellulare, lo posizionano in alto come un piccolo drone e scattano la foto. Poi, altrettanto freneticamente, vanno su Whatsapp e girano la foto a qualcuno. Poi si spostano su Facebook e su Instagram e la pubblicano accompagnata da una didascalia (magari con battutina incorporata). Quando hanno concluso queste operazioni iniziano a mangiare. Io sono già a metà a quel punto perché il lavoro di pubblicazione e condivisione di quelle foto è lungo. Ma loro mangiano più contenti di me. Perche sanno che da qualche parte c’è qualcuno che apre il suo social, trova la foto del timballo di verdura, o dell’insalatona mista, o del caghino di qualche chef, ed è contento. Forse anche un po’ invidioso, ma sicuramente rassicurato e affascinato dalla visione di quel piatto. A volte si fa anche una carrellata video sugli altri piatti, soprattutto le donne. Finiscono il giro inquadrando se stesse e facendo quell’atto di protendere in avanti le labbra chiuse con contemporaneo segno di vittoria tenendo alti indice e medio, ma questi gesti li fanno sempre, ovunque, soprattutto quando c’è una musica in sottofondo. Io non so perché il piatto non lo fotografo, anche se è bello, anche se è colorato, anche se è una fantasiosa istallazione dello chef di turno. Penso che non freghi niente a nessuno, che non crei nessun beneficio a chi lo vede, ma sbaglio, lo so che sbaglio. Lo so che se a uno arriva la foto di una carota la sua serata sarà più gradevole, ma non mi viene. Andrò a farmi vedere. Forse ho bisogno di sbloccarmi, forse ho bisogno di capire dove mette le radici questo mio non voler scattare quella foto. Forse un trauma. Forse perché le foto della roba da mangiare mi ha sempre fatto un po’ senso. Chissà. Intanto sono qua che mangio. E quando ho finito provo a protendere le labbra chiuse in avanti. Ma è per pulirmi la bocca col tovagliolo. E basta. Mi dispiace.

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